SOCIETA’. Infrastrutture, al via Rete Urban: strategie di riqualificazione centri urbani

Si chiama "Rete delle città Urban", riguarda 42 città italiane, e ha l’obiettivo di promuovere strategie per la riqualificazione del territorio necessaria per lo sviluppo infrastrutturale nazionale. E’ stata ufficialmente costituita oggi e tenuta a battesimo dal ministro alle Infrastrutture Antonio Di Pietro.

La Rete riguarda 42 città di varie dimensioni e dislocate in contesti territoriali e geografici diversi, anche se al momento la convenzione è stata sottoscritta da 27 città (Aversa, Bagheria, Bari, Bitonto, Campobasso, Carrara, Caserta, Cava dei Tirreni, Cinisello Balsamo, Crotone, Ercolano, Foggia, Lecce, Livorno, Messina, Mola di Bari, Palermo, Pescara, Roma, Salerno, Savona, Seregno, Settimo Torinese, Siracusa, Torino, Venaria Reale e Venezia). In occasione dell’insediamento è prevista la sottoscrizione da parte di Caltagirone, Genova, Misterbianco, Napoli, Trieste.

Nel presentarla alla stampa, è stato spiegato che l’obiettivo è di capitalizzare le esperienze di programmi integrati sui territori urbani e promuovere strategie per le città e i sistemi urbani, intesi come i nodi fondamentali di sviluppo del tessuto insediativo e infrastrutturale nazionale. Anche in altri Paesi europei, più di 780 ha detto Di Pietro, sono state istituite analoghe reti delle città Urban con cui il Dipartimento collabora attivamente nella formulazione di documenti e nella preparazione di eventi internazionali. In particolare, l’obiettivo delle reti è di declinare le linee guida europee di coesione e competitività, che prevedono finanziamenti a favore di priorità importanti: attrattività dei territori e delle città, accessibilità innovazione, maggiore occupazione, qualità dell’ambiente, promozione del patrimonio culturale, con le esigenze specifiche dei vari contesti nazionali. Di Pietro ha sottolineato che il merito di questa iniziativa "va al ministero, perché indipendentemente dai ministri la struttura resta e se lavora bene può fare bene al Paese, che vi sia un colore o un altro, perché l’interesse pubblico non ha colore. Questo lavoro – ha concluso – è stato portato avanti anche dal governo di centro-destra e ne va dato atto al mio predecessore".

 

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