SOCIETA’. Innalzare le pensioni di invalidità. E’ la proposta di legge presentata dall’ANMIC

Costretti a vivere con soli 246,73 euro al mese, cioè con 8 euro al giorno, gli invalidi civili non vogliono più restare tra le categorie di cittadini più disagiate, esclusi da qualsiasi aumento degli assegni sociali. Per questo l’ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili), la maggior associazione italiana dei disabili che da tempo rappresenta e tutela questa categoria di cittadini, ha avviato una legge di iniziativa popolare per superare la discriminazione di fatto creata dalla legge attuale.

La proposta di legge dell’ANMIC, presentata oggi in conferenza stampa a Roma, mira ad equiparare le pensioni da "fame" degli invalidi alle cosiddette pensioni minime per i soggetti "disagiati", fissate a 580 euro, almeno per tutti gli invalidi civili totali, di età compresa tra i 18 e i 60 anni, e per tutti gli invalidi parziali (dal 74% al 99%), per lo più inabili al lavoro. Tale proposta ha raccolto già, in tutta Italia, 300mila firme, a partire dallo scorso febbraio, e stamattina le firme sono state consegnate alla Camera dei deputati dando avvio all’iter legislativo. Grande successo è stato ottenuto dalla proposta di legge sia per la piena partecipazione di tutti i cittadini allargata all’intera collettività, non solo ai disabili direttamente interessati al problema, e per l’omogeneità della distribuzione delle firme raccolte, in rapporto alle aree geografiche dell’Italia: 32,9% al Nord, 20,8% al Centro, 28,1% al Sud e 18,2% nelle Isole.

"La nostra proposta di legge tende a stanare un’ingiustizia che non può essere perpetrata ancora contro i più deboli" ha dichiarato il Presidente nazionale dell’ANMIC Giovanni Pagano. "Oggi, con soli 8 euro al giorno un disabile grave non riesce nemmeno a sopravvivere, senza l’aiuto economico dei propri familiari. Più di 200mila persone sono rientrati negli istituti perché le famiglie non erano più in grado di sostenerne le cure. Siamo d’accordo sul fatto che la spesa va ridotta – ha spiegato Pagano – ma bisogna considerare che qualsiasi ricovero costa 150 euro al giorno, non considerando il disagio sociale della ghettizzazione.

La Provincia di Bolzano ha alzato di 100 euro la pensione di invalidità e ha previsto un assegno di cura che può oscillare da 600 a 1850 euro mensili. Credo che la considerazione fatta dalla Provincia di Bolzano sia stata questa: l’assegno di cura consente di bloccare i ricoveri in istituto, con un risparmio per la sanità pubblica". Durante la conferenza si è parlato del problema dei falsi invalidi, che puntualmente viene tirato fuori quando ci si avvicina alla Finanziaria e sia Pagano sia l’ex Ministro della Salute Livia Turco hanno detto che "questo è un problema costruito".

"Ancora la storia dei falsi invalidi – ha affermato Turco – possibile che non si riesca a far capire al Governo qual è il grave disagio e il pesante tormento degli invalidi? Speriamo che almeno non passi la norma sull’accertamento dell’invalidità, visto che oggi basta un’autocertificazione, non c’è bisogno di sottoporsi all’accertamento del servizio pubblico. Stiamo lavorando per attutire il danno per non andare indietro – ha continuato Livia Turco. "E’ di ieri la notizia che il Governo ha revocato il decreto sui livelli essenziali di assistenza che prevedeva un importante aggiornamento su cui noi abbiamo lavorato per 2 anni. Il decreto – ha spiegato Turco – è stato revocato con una scusa burocratica, ma in realtà la ragione è che nella Finanziaria mancano le risorse per i livelli di assistenza. Non si può ridurre la sanità pubblica e relegare poi alle Regioni o alla sanità privata. Questo è un film già visto – ha concluso l’ex Ministro della Salute.

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