SOCIETA’. Istat: “Nel 2050 vita media più alta per uomini e donne”

La vita media degli uomini cresce da 77,4 anni nel 2005 a 83,6 nel 2050; quella delle donne da 83,3 anni a 88,8. Sono le previsioni demografiche nazionali diffuse ieri dall’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) per il periodo 2005-2050. "Importanti incrementi" afferma l’istituto – le cui ragioni "sono rintracciabili nella crescente adozione di stili di vita salutari e nei progressi medico-scientifici con terapie sempre più efficaci".

Anche per la fecondità l’Istat ipotizza un aumento, sia pur contenuto: da 1,3 figli per donna nel 2005 a 1,6 figli per donna nel 2050, nel quadro di un processo di convergenza della fecondità nazionale a quella media dei paesi Ue. Si va dunque sempre più affermando – si legge in una nota dell’istituto – un modello riproduttivo posticipato, collocato in contesti geografici e sociali completamente differenti rispetto a quelli di un passato ormai remoto, e che vedevano realizzare una fecondità molto più elevata nel Mezzogiorno del Paese. Oggi, al contrario, le condizioni di contesto paiono favorire di più il Nord.

Per quanto riguarda le migrazioni internazionali l’Istat prevede flussi migratori netti dell’ordine delle 150 mila unità aggiuntive annue per tutto il periodo di previsione. A questo livello si è giunti considerando che la mobilità con l’estero è stata caratterizzata da cambiamenti molto profondi: negli ultimi decenni l’Italia ha assunto il ruolo di paese d’immigrazione, e sono radicalmente mutate – oltre alla quantità e alla direzione dei flussi – anche le caratteristiche e le motivazioni dei movimenti con l’estero.

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