SOCIETA’. Istat, Rapporto annuale: ecco i nuovi disoccupati e le famiglie in difficoltà

Le condizioni del mercato del lavoro peggiorano a causa della crisi in atto: per la prima volta dal 1995, la crescita degli occupati nel 2008 (183 mila unità in più rispetto al 2007) è inferiore a quella dei disoccupati (186 mila in più). La disoccupazione si sta spostando verso le classi di età più adulte: nella maggioranza dei casi il "nuovo" disoccupato è un uomo di età compresa tra i 35 e i 54 anni, che ha perso un lavoro alle dipendenze nell’industria, risiede nel Centro-Nord ed è in possesso al più della licenza secondaria. La crisi economica si ripercuote sulle famiglie: le più vulnerabili sono aumentate dalle 464 mila nel 2007 a 531 mila nel 2008. Sono alcuni dei dati contenuti nel Rapporto annuale 2008 dell’Istat.

Qual è in particolare la situazione delle famiglie? Secondo l’Istat, circa dieci milioni di famiglie (il 41,5% del totale) mostrano livelli inesistenti o minimi di disagio economico: si tratta di famiglie con redditi alti e medio-alti, più diffuse nel Nord del Paese. Circa 8 milioni e 800 mila famiglie (il 36,3% del totale) vivono in condizioni di relativo benessere: sono prevalentemente famiglie formate da adulti e anziani a reddito medio e di altre più giovani a reddito medio e medio-alto, che hanno come problema quasi esclusivo il rimborso del mutuo.

Sono circa 2 milioni e mezzo le famiglie (10,4% del totale) che invece segnalano difficoltà economiche più o meno gravi e risultano potenzialmente vulnerabili soprattutto a causa di forti vincoli di bilancio: spesso non riescono ad effettuare risparmi e nella maggioranza dei casi non hanno risorse per affrontare una spesa imprevista di 700 euro. A queste si aggiungono 1 milione 330 mila famiglie (5,5% del totale) che incontra difficoltà nel fronteggiare alcune spese: la maggioranza di queste famiglie si è trovata almeno una volta nel corso del 2007 senza soldi per pagare le spese alimentari, i vestiti, le spese mediche e quelle per i trasporti. La situazione più grave riguarda circa 1 milione e 500 mila famiglie (6,3% del totale) che denunciano, oltre a seri problemi di bilancio e di spesa quotidiana, più alti rischi di arretrati nel pagamento delle spese dell’affitto e delle bollette, nonché maggiori limitazioni nella possibilità di riscaldare adeguatamente la casa e nella dotazione di beni durevoli.

Presentando il Rapporto annuale, il presidente dell’Istat Luigi Biggeri ha sottolineato la necessità di guardare alla crisi attuale in tutta la sua gravità senza tuttavia cedere ad atteggiamenti di soggezione, timore o sfiducia: "Il focolaio di infezione – ha affermato il presidente dell’Istat – si è inserito in un più ampio contesto di fragilità del sistema finanziario e, soprattutto, economico del paese: va però detto che le condizioni perché esso potesse propagarsi rapidamente si erano gradualmente accumulate nel tempo". "D’altra parte – ha proseguito Biggeri – una crisi economica non è soltanto un periodo di difficoltà ma anche un’occasione: per riflettere sugli errori commessi; per evitare di ripeterli nel futuro; per rilanciare lo sviluppo a partire da basi nuove, poiché la ‘distruzione creativa’ delle imprese e dei settori più deboli e inefficienti apre nuove opportunità di riqualificazione e di crescita del sistema produttivo".

Il presidente dell’Istat ha anche richiamato l’attenzione sul fenomeno della presenza immigrata: la componente regolare degli immigrati si stabilizza sempre più e un segnale evidente è il crescente numero di nati stranieri, che passano dai 64 mila del 2007 agli oltre 73 mila del 2008. Al 1° gennaio 2009, i minori stranieri sono 868 mila e di questi 520 mila sono nati in Italia e rappresentano quindi la seconda generazione di immigrati, in senso stretto, con forte impatto sulle strutture e sull’organizzazione scolastica e sanitaria. La dimensione e le caratteristiche assunte dal fenomeno dell’immigrazione richiedono attenzione ai problemi dell’inserimento e, soprattutto, dell’istruzione per le seconde generazioni.

LINK: Rapporto annuale Istat 2008

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