SOCIETA’. Istat: in calo i redditi delle famiglie. Consumatori contro la manovra

Nel 2009 il reddito delle famiglie italiane è diminuito del 2,6%. Un calo ancora più pesante, dell’8,4%, lo ha subito il risparmio delle famiglie italiane, calcolato considerando la componente accumulata nelle riserve dei fondi pensione e il trattamento di fine rapporto (Tfr) maturato. Lo rileva l’Istat nelle statistiche in breve sui "conti economici nazionali".

Il calo del reddito ha comportato anche un "forte contenimento" nei consumi sia in termini nominali (-1,9%) sia in termini di quantità (-1,8% dopo la riduzione di 0,8% dell’anno precedente). Le famiglie, inoltre, "non sono state in grado di mantenere invariata la loro capacità di risparmio", che si è assottigliata all’11,1%, "il valore più basso dall’inizio degli anni Novanta".

Su questi drammatici dati intervengono Federconsumatori e Adusbef sottolineando la grave condizione di disagio che le famiglie stanno attraversando. "Una situazione di estrema difficoltà che, se non sarà superata con seri interventi da parte del Governo, inciderà sempre di più, ed in maniera sempre più grave, sull’economia del nostro Paese, comportando, nel 2010, un PIL prossimo allo zero".

"In una situazione di questo genere – si chiedono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – come può il Governo pensare di mettere in atto una manovra che deprimerà ulteriormente la domanda interna e peggiorerà ancora di più le condizioni delle famiglie?" Aggiornando la stangata degli aumenti tariffari del 2010 alla luce delle ricadute della manovra, infatti, emerge che la spesa delle famiglie aumenterà, quest’anno, di ben 886 euro annui, pari ad una contrazione del 3% della capacità di acquisto. Inoltre, se già nel 2009 vi è stata una contrazione della domanda di mercato di oltre 20 miliardi di euro, quest’anno, con l’avvio della manovra economica, il rischio è un’ulteriore contrazione di altri 20 miliardi, con tutte le conseguenze negative facilmente ipotizzabili. Tali prospettive confermano che questa manovra è tutta da rifare. "Una reale manovra di rilancio, infatti, come sosteniamo da tempo, dovrebbe ripartire dalla ripresa del potere di acquisto delle famiglie e degli investimenti nei settori chiave della nostra economia, e non certo pesare sui redditi delle famiglie e dei pensionati".

 

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