SOCIETA’. Istat: italiani 2008, più insoddisfatti e più vecchi

Italiani: aumentano ma soprattutto per la presenza degli immigrati, si sposano un po’ di più con un aumento dei riti civili, sono sempre più vecchi, sono generalmente insoddisfatti. Nel 2008 le persone che si dichiarano per niente o poco soddisfatte della propria situazione economica si attesta infatti al 53,7% (era il 33,1% nel 2001) con livelli di insoddisfazione maggiori al Sud (64,2%), meno accentuati invece al Nord (45,9%) e al Centro (53,5%). Le persone che si dichiarano invece molto o abbastanza soddisfatte della loro situazione economica scendono al 43,7% (erano il 64,1% nel 2001). La fotografia dell’Italia e degli italiani è restituita dall’Istat che ha pubblicato oggi l’annuario statistico italiano 2008.

Di più e più vecchi. Alla fine del 2007 i residenti in Italia sono 59.619.290, circa 488.000 in più rispetto all’anno precedente, ma l’incremento si deve al saldo attivo del movimento migratorio (+494.871 unità). Gli stranieri residenti al primo gennaio 2008 sono 3.432.651 con un incremento di 493.729 unità rispetto all’anno precedente; gli stranieri iscritti in anagrafe rappresentano il 5,8% della popolazione totale, un valore che conferma il trend crescente degli anni precedenti. La fecondità delle donne residenti nel 2007 è salita a 1,37 figli per donna (da 1,35 nel 2006): è il livello più alto registrato negli ultimi anni, anche se nell’Unione europea, fatta eccezione per la Germania con 1,34 figli per donna, solo alcuni paesi dell’Europa dell’Est hanno livelli di fecondità più bassi (in particolare la Slovacchia con 1,24 e la Polonia con 1,27). Continua l’invecchiamento della popolazione: un italiano su cinque è ultrassessantacinquenne e anche i "grandi vecchi" (dagli ottanta anni in su) rappresentano il 5,3% della popolazione italiana. Al 1° gennaio 2008 l’indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione con più di 65 anni e quella con meno di 15) registra un ulteriore incremento, raggiungendo un valore pari al 142,6%.

Più nozze fra tradizione e riti civili. I matrimoni sono in lieve ripresa dopo il calo osservato fino allo scorso anno: salgono dunque dai 245.992 del 2006 ai 250.041 del 2007, mentre il tasso di nuzialità rimane costante al 4,2 per mille. Il matrimonio religioso rimane ancora la scelta più diffusa (65%), anche se sono in continuo aumento i matrimoni celebrati con rito civile. Il modello tradizionale prevale soprattutto nelle regioni meridionali dove la percentuale dei matrimoni celebrati con rito religioso è del 79,2% (contro il 53,5% del Nord e il 59,3% del Centro).
Fra salute e patologie croniche. La maggior parte degli italiani valuta positivamente il proprio stato di salute (73,3%) con differenze di genere a svantaggio delle donne. Ma quasi il quaranta per cento dichiara di soffrire di patologie croniche. Il 39,2% dei residenti in Italia dichiara di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche, in particolare l’artrosi/artrite (17,9%), l’ipertensione (15,8%), le malattie allergiche (10,6%) e l’osteoporosi (7,3%).

Lavoro sì, lavoro no. Nel 2007 gli occupati aumentano di 234.000 unità, arrivando a 23.222.000 (+1% rispetto all’anno precedente). Il numero delle persone in cerca di occupazione è sceso di 167 mila rispetto al 2006: ora si attesta a 1.506.000 con un meno 10%). Il tasso di disoccupazione è al 6,1% dal 6,8% del 2006. Come nel 2006, anche nel 2007 la componente straniera ha contribuito in maniera rilevante all’aumento della occupazione complessiva: circa i due terzi dell’aumento riguarda i cittadini stranieri (+154.000), di conseguenza la quota di lavoratori stranieri sale dal 5,9% del 2006 al 6,5% attuale. La crescita dell’occupazione riguarda entrambi i sessi ma con una crescita maggiore (+1,3%) per la componente femminile. Il tasso di occupazione raggiunge il 58,7% ma resta al di sotto della media Ue, pari al 65,4%.

Cultura: primo il cinema, ultima la lettura. Nel 2008 il 65,2% della popolazione di sei anni e oltre ha fruito di almeno uno spettacolo o intrattenimento fuori casa. Il cinema si conferma in cima alle preferenze: una persona su due è andata almeno una volta a vedere un film in sala. Nella graduatoria seguono le visite a musei e mostre (28,5%), gli spettacoli sportivi (26,8%), la frequentazione di discoteche e balere (22,7%), le visite a siti archeologici e monumenti (21,4%), il teatro (20,7%), gli altri concerti di musica (19,9%) e, all’ultimo posto, i concerti di musica classica che interessano appena il 9,9% della popolazione. Il teatro è l’unica attività fuori casa in cui la partecipazione femminile è maggiore rispetto a quella maschile (22,5% delle donne contro il 18,7% degli uomini). La quasi totalità della popolazione guarda la televisione (un’abitudine consolidata per il 94,3% della popolazione di 3 anni e più) mentre il 57,7% ascolta la radio tutti i giorni. L’abitudine alla lettura invece è meno diffusa: legge un quotidiano almeno una volta a settimana il 56,6% delle persone di 6 anni e più (erano il 58,8% l’anno precedente) mentre il 44,0% dedica parte del proprio tempo libero alla lettura di libri.

Internet e telefonia. Nel 2008 il 44,9% della popolazione dichiara di utilizzare il personal computer e il 40,2% si collega ad Internet. L’uso del pc riguarda soprattutto i giovani: tocca il livello massimo nella fascia di età tra i 15 e i 19 anni (oltre l’80%); con il crescere dell’età diminuisce l’uso e nella fascia 65-74 anni la percentuale scende al 9,1%, raggiungendo l’1,9% per i 75 anni e oltre. Resta lo squilibrio territoriale nell’uso del pc e di internet, più diffusi al Nord e al Centro rispetto al Mezzogiorno. Aumentano le linee telefoniche mobili: nel 2008 sono 81,6 milioni (erano 71,9 all’inizio del 2006) e aumentano anche le carte telefoniche prepagate attive che salgono a 73,7 milioni dai 65,3 del 2006. Le utenze internet sono complessivamente circa 11,6 milioni con una maggiore diffusione nell’Italia nord-occidentale e nel Mezzogiorno.

I problemi quotidiani. Traffico, inquinamento dell’aria, difficoltà di parcheggio, rischio criminalità, rumore, diffidenza verso l’acqua del rubinetto sono alcuni dei problemi maggiormente sentiti dalle famiglie italiane nell’area dove abitano. In particolare, i problemi più segnalati sono il traffico (45,6%), l’inquinamento dell’aria (41,4%) la difficoltà di parcheggio (39,3%), il rischio criminalità (36,8%), il rumore (36,0%), il non fidarsi a bere acqua dal rubinetto (32,8%), la sporcizia nelle strade e la difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici (entrambe 29,4%).

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