SOCIETA’. Istat: nel 2005 elargite circa 17mln di pensioni

Al 31 dicembre 2005 il numero dei titolari di pensione risulta pressoché invariato rispetto al 2004 e pari a 16.560.879; l’importo annuo dei redditi da pensione percepiti ammonta a 214.881 milioni di euro. I beneficiari delle pensioni sono più frequentemente di genere femminile; tuttavia gli uomini, pur essendo il 47,0% dei pensionati, percepiscono il 55,9% dei redditi pensionistici, a causa del maggiore importo medio delle loro entrate pensionistiche (15.451 euro rispetto ai 10.783 euro percepiti in media dalle donne). Questi alcuni dei dati resi noti oggi dall’Istat sui beneficiari delle prestazioni pensionistiche.

La distribuzione dei pensionati per numero di prestazioni ricevute mostra che il 68,4% percepisce una sola pensione, il 24,2% ne cumula due e il 7,4% è titolare di almeno tre pensioni. Rispetto al 2004 è leggermente aumentata la quota dei percettori di due pensioni e di quelli con almeno tre pensioni (+0,2 punti percentuali). Il 47,2% dei pensionati risiede nelle regioni settentrionali (oltre 7,8 milioni di individui), il 30,2% nelle regioni meridionali e insulari, mentre il 19,5% in quelle centrali. Vi sono poi 510 mila
pensionati residenti all’estero (3,1% del totale).

Se si rapporta il numero dei pensionati alla popolazione occupata, nel 2005 si rilevano in Italia 71 pensionati ogni 100 occupati. Il carico relativo è maggiore nel Mezzogiorno – dove il rapporto è di 78 pensionati ogni 100 occupati – ed inferiore nelle regioni settentrionali, dove il rapporto di dipendenza è di 67 a 100. In generale, tra il 2000 e il 2005 il rapporto è diminuito, passando da 74 a 71 pensionati ogni 100 occupati. Il 68,7% dei pensionati ha 65 anni e più e il 19,2% del totale è costituito da persone con età superiore a 79 anni (Tavola 4). Tuttavia, una quota consistente di percettori ha un’età inferiore a quella normalmente individuata come soglia della vecchiaia (65 anni): infatti, il 27,7% dei pensionati ha un’età compresa tra 40 e 64 anni e il 3,6% ha meno di 40 anni. Quest’ultima quota resta superiore per i maschi (4,3%) rispetto alle femmine (2,9%).

Il gruppo più numeroso di pensionati (5,1 milioni di individui, il 31,0% del totale) riceve una o più prestazioni per un importo medio mensile compreso tra 500 e 1.000 euro. Il secondo gruppo per numerosità (3,9 milioni di pensionati, pari al 23,8% del totale) percepisce meno di 500 euro mensili. Un ulteriore 23,4% di beneficiari ottiene pensioni comprese tra 1.000 e 1.500 euro mensili e il restante 21,9% riceve pensioni di importo mensile superiore a 1.500 euro. Le due distribuzioni per maschi e femmine mostrano differenze consistenti: gli uomini
presentano quote più elevate nelle classi di importo mensile più alto; le donne in quelle di importo più basso.

I titolari di pensioni di vecchiaia sono 10,9 milioni, di cui il 74,5% riceve unicamente pensioni di vecchiaia e il 25,5% beneficia anche di altre prestazioni pensionistiche. Gli uomini rappresentano il 55,4%: percepiscono il 64,2% dei redditi pensionistici, a causa del maggiore importo medio delle loro entrate pensionistiche (17.618 euro rispetto ai 12.169 euro percepiti in media dalle donne). L’importo annuo lordo dei loro redditi pensionistici ammonta a 165.255 milioni di euro, di cui 146.639 milioni derivano solo da pensioni di vecchiaia. Rispetto al 2004, il numero dei pensionati aumenta dell’1,2%, mentre l’importo annuo dei loro redditi pensionistici cresce del 4,2% (+4,0% se si considerano solo gli importi associati alle pensioni di vecchiaia).

I beneficiari di pensioni di inabilità o di assegni ordinari di invalidità (d’ora in poi pensioni di invalidità) sono 2,1 milioni, di cui il 56,7% è costituito da donne. I percettori di sole pensioni di invalidità rappresentano il 43,6% del totale, mentre il restante 56,4% cumula tali prestazioni con altre tipologie di pensione. Rispetto all’anno precedente, il numero dei pensionati di invalidità diminuisce del 6,3% in linea con la tendenza osservata negli anni precedenti. L’importo dei redditi pensionistici associato direttamente alle pensioni di invalidità è di 13.830 milioni di euro (-3,8% rispetto al 2004), mentre quello derivante dal cumulo con altre prestazioni pensionistiche è di 8.790 milioni di euro (-0,2%). Analizzando la distribuzione territoriale dei titolari di pensioni di invalidità si rileva che, al netto dei residenti all’estero e dei casi non ripartibili geograficamente, il 47,1% dei pensionati di invalidità risiede nel Mezzogiorno (961.319 individui), il 30,9% nelle regioni settentrionali, mentre il 22,0% in quelle centrali.

I titolari di pensioni ai superstiti sono 4,6 milioni: il 34,2% riceve unicamente pensioni ai superstiti e il 65,8% beneficia anche di altre prestazioni pensionistiche. Le donne rappresentano l’87,3%, con una spesa pari all’85,6% del totale. La quota di quelle che percepiscono anche altre prestazioni è pari al 63,7% contro il 79,7% calcolato per gli uomini. Da ciò segue che l’importo medio annuo delle entrate pensionistiche delle donne (12.920 euro) è inferiore a quello percepito dagli uomini (14.929 euro). In generale, per la tipologia di beneficiari qui considerata, l’importo annuo lordo dei redditi pensionistici ammonta a 60.262 milioni di euro, di cui 26.660 milioni derivano da pensioni diverse da quelle ai superstiti. Rispetto al 2004, il numero dei pensionati aumenta dello 0,1%, mentre l’importo annuo dei loro redditi pensionistici cresce del 3,5% (+2,7% considerando soltanto gli importi associati alle pensioni ai superstiti).

I titolari di rendite per infortunio sul lavoro e malattie professionali (pensioni indennitarie) sono poco più di un milione, di cui il 27,3% riceve soltanto prestazioni indennitarie e il 72,7% beneficia anche di altre tipologie di pensione. Complessivamente, l’importo annuo lordo dei loro redditi pensionistici ammonta a 13.638 milioni di euro, di cui 4.268 milioni derivano dal godimento di pensioni indennitarie. Gli uomini rappresentano il 75,7%, con una spesa pari al 74,3% del totale. La quota di coloro che percepiscono anche altre prestazioni è pari al 70,0% contro l’81,3% calcolato per le donne. Rispetto al 2004, il numero dei pensionati diminuisce del 4,3% e l’importo annuo dei loro redditi pensionistici cala dello 0,6% (-1,0% se si considerano gli importi associati solo alle rendite per infortunio sul lavoro).

I beneficiari di pensioni e/o indennità di accompagnamento a invalidi civili, a non udenti e a non vedenti sono 2,2 milioni: il 34,7% riceve unicamente questo tipo di prestazioni mentre il 65,3% beneficia anche di altre pensioni. Le donne rappresentano il 62,5% con una spesa pari al 62,4% del totale. La quota di quelle che percepiscono anche altre prestazioni è pari al 69,1% contro il 59,0% calcolato per gli uomini. L’importo annuo lordo dei redditi pensionistici di tale tipologia di beneficiari ammonta a 26.892 milioni di euro, di cui 11.565 milioni derivano soltanto da pensioni e/o indennità erogate a invalidi civili, a non udenti e a non vedenti. Rispetto al 2004, aumenta del 6,2% il numero dei pensionati e del 9,6% l’importo annuo dei loro redditi pensionistici (+8,0% se si considerano solo gli importi associati alle pensioni di invalidità civile e/o alle relative indennità di accompagnamento). Il 42,9% dei pensionati di invalidità civile risiede nelle regioni meridionali, il 37,3% nelle regioni del Nord e il 19,8% in quelle centrali.

I titolari di pensioni o assegni sociali sono 769.497: il 59,8% riceve unicamente pensioni di questo tipo mentre il 40,2% cumula altre tipologie. Le donne rappresentano il 71,3%, con una spesa pari al 65,3% del totale. La quota di quelle che percepiscono anche altre prestazioni è pari al 32,6% contro il 59,1% calcolato per gli uomini. In generale, l’importo annuo lordo dei redditi pensionistici complessivamente percepiti da questa tipologia di beneficiari ammonta a 6.033 milioni di euro, di cui 3.415 milioni derivano da pensioni sociali. Rispetto al 2004 il numero dei pensionati aumenta dell’1,9%, l’importo annuo dei loro redditi pensionistici del 5,7% (+4,7% se si considerano soltanto gli importi associati alle pensioni o assegni sociali).

I beneficiari di pensioni o assegni sociali sono maggiormente presenti nelle regioni meridionali. Infatti, il 51,2 per cento risiede nel Mezzogiorno (394.192 beneficiari), il 28,1 per cento nelle regioni settentrionali (216.072) e il 20,7 per cento in quelle centrali (159.233). I pensionati sociali sono 21 ogni mille abitanti nelle regioni meridionali I titolari di pensioni di guerra sono 389 mila; l’88,7% riceve anche altre prestazioni pensionistiche e l’11,3% beneficia unicamente di pensioni di guerra. Le donne rappresentano il 62,8%, con una spesa pari al 57,0% del totale. La prevalenza delle donne è da attribuire al maggior numero di erogazioni di prestazioni indirette; la quota di quelle che percepiscono anche altre prestazioni è pari al 92,8% contro l’81,8% calcolato per gli uomini.

 

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