SOCIETA’. Istat, oltre 8 milioni i poveri in Italia nel 2008. I commenti

Sono quasi 3 milioni, nello specifico 2 milioni 737 mila le famiglie in Italia, che nel 2008 si trovavano in condizioni di povertà relativa. Sono 8 milioni 78 mila gli individui poveri nel complesso, il 13,6% dell’intera popolazione. Mentre 1.126 famiglie (il 4,6% delle famiglie residenti) risultano in condizione di povertà assoluta. E’ questo il quadro disegnato dall’Istat che ha diffuso oggi il dossier sulla "Povertà in Italia nel 2008". La soglia convenzionale di povertà per una famiglia di due componenti è rappresentata dalla spesa media mensile per persona, che nel 2008 è risultata pari a 999,67 euro (+1,4% rispetto alla linea del 2007).

Negli ultimi 4 anni la percentuale di famiglie relativamente povere è rimasta stabile come immutati sono i profili delle famiglie povere. Il fenomeno continua ad essere maggiormente diffuso nel Mezzogiorno (23,8%), dove l’incidenza di povertà relativa è quasi 5 volte superiore a quella osservata nel resto del Paese (4,9% nel Nord e 6,7% nel Centro), e tra le famiglie più ampie. Si tratta per lo più di coppie con tre o più figli e di famiglie con membri aggregati (l’incidenza è rispettivamente del 25,2% e del 19,6% ).

La situazione è più grave se i figli hanno meno di diciotto anni: l’incidenza di povertà tra le famiglie con tre o più figli minori sale, infatti, in media, al 27,2% e, nel Mezzogiorno, addirittura al 38,8%. Il fenomeno è inoltre più diffuso tra le famiglie con anziani, nonostante il miglioramento osservato negli ultimi anni: se l’anziano in famiglia è uno solo l’incidenza è prossima alla media nazionale (11,4%), se ve ne sono almeno due sale al 14,7%.

L’Emilia Romagna è la regione con la più bassa incidenza di povertà (pari al 3,9%); poi ci sono Lombardia e Veneto, con valori inferiori al 5%. La situazione più grave è, invece, quella delle famiglie residenti in Sicilia, dove il valore osservato, pari al 28,8%, è significativamente superiore rispetto alla media.

L’analisi della Coldiretti sui consumi delle famiglie nel 2008, va a completare la fotografia dell’Italia "povera". Nel 2008 il 43,4% delle famiglie italiane ha dichiarato di essersi limitata, rispetto all’anno precedente, nell’acquisto del pane, il 49,2% della pasta, al 55,7% della carne, al 58% del pesce e al 53,7% di frutta e verdura.

"La spesa per generi alimentari e bevande nel 2008 è stata in media la seconda dopo l’abitazione e si è attestata – sottolinea la Coldiretti – su 475 euro, circa 9 euro in più rispetto ai 466 euro registrati nel 2007 per effetto di una dinamica inflazionistica che per il cibo è stata del 5,4 per cento, più del doppio rispetto alla media nonostante il contenimento dei prezzi che si è verificato alla produzione agricola".

"L’effetto dei rincari si è sentito – precisa la Coldiretti – soprattutto nei confronti dei soggetti che destinano una quota elevata del proprio reddito all’alimentazione come i pensionati in coppia (21, 9% della spesa) o soli (21,6%) e le famiglie numerose con più di tre figli (21,1%). Si tratta – continua la Coldiretti – degli effetti delle pesanti distorsioni che si verificano nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola a danno dei redditi degli agricoltori e dei consumatori".

Drammatici sono, secondo Federconsumatori, questi dati sulla povertà in Italia. "A tale proposito – si legge in una nota dell’Associazione – notiamo un’attenzione particolare da parte del Ministro Sacconi, che intende bloccare questa crisi sviluppando la strada della carta acquisti, ma vorremmo ricordare che finora, provvedimenti come questi, non hanno affatto dato i risultati sperati. D’altronde, come si potrebbe pensare di rilanciare il potere di acquisto delle famiglie con misure che, tra social card e Bonus famiglia, hanno messo in campo la risibile ed ininfluente cifra di circa 850 MLN di Euro?"

"È come una goccia nel mare – denuncia Federconsumatori – Come da tempo ribadiamo, c’è bisogno di provvedimenti a sostegno della domanda, a partire da:

  • una detassazione delle famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati (di almeno 1200 Euro annui);
  • un sussidio per coloro che perdono il lavoro, specialmente per i lavoratori precari;

Non dimentichiamo che le risorse per riavviare l’economia del nostro Paese si posso trovare, ad esempio combattendo attivamente l’evasione fiscale!"

Adiconsum "ritiene che fino a quando il Governo e il Parlamento non si renderanno conto che la lotta alla povertà, al sovraindebitamento e all’usura è una priorità per il nostro Paese, tutte le iniziative sostenute esclusivamente dalla società civile, inclusa Adiconsum, non potranno essere superate".

Adiconsum chiede:

  • la rapida approvazione della normativa sul sovraindebitamento che vede l’Italia fra i Paesi più arretrati d’Europa;
  • un sostegno forte da parte del sistema bancario verso le famiglie e le piccole e micro imprese nel momento in cui abbiamo bisogno di un accesso al credito;
  • la rapida approvazione di quanto già proposto da Adiconsum all’Autorità dell’energia e cioè di un provvedimento straordinario a favore delle famiglie che non sono in grado di pagare la bolletta di luce e gas.

"In questo contesto – scrive l’Associazione dei consumatori in una nota – risulta molto importante l’emanazione di norme sulla trasparenza bancaria della Banca d’Italia che consentirà una maggiore tutela dei soggetti più deboli". Contemporaneamente Adiconsum "ha già chiesto ai gruppi parlamentari emendamenti al decreto anticrisi, in tema di assegni, bonifici e commissioni di massimo scoperto"; si attendono "risposte concrete e non i soliti comunicati stampa".

 

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