SOCIETA’. Istat: quasi un residente su cinque ha più di 65 anni

Poco meno di 59 milioni di persone e con una presenza elevata di anziani tanto che "nel panorama internazionale l’Italia continua ad essere uno dei Paesi con la popolazione più anziana". È quanto afferma l’Istat nelle sue stime sulla popolazione residente al 1 gennaio 2006.

Al 1° gennaio 2006 la popolazione residente è nel complesso di 58.751.711 persone (a fronte di 58.462.375 unità nel 2005) : l’incremento della popolazione è stato dello 0,5% medio annuo. La popolazione risiede per il 26,5% nel Nord-ovest, per il 18,9% nel Nord-est, per il 19,3% nel Centro, per il 24% nel Sud e per il restante 11,4% nelle Isole, senza significative variazioni rispetto all’anno precedente. La crescita della popolazione è stata particolarmente forte nel Centro-nord del Paese, con un incremento medio annuo dello 0,8% nel Nord-est e dello 0,7% nel Nord-ovest e nel Centro. Nel Sud la crescita della popolazione è risultata pari a zero, mentre nelle Isole è stata appena dello 0,1%. La crescita della popolazione è stata favorita prevalentemente dal saldo positivo delle migrazioni con l’estero.

Come rileva l’Istat, nel panorama internazionale l’Italia continua ad essere uno dei Paesi con la popolazione più anziana: al 1° gennaio 2006 la popolazione di 65 anni e più ammonta al 19,7% – dunque quasi un residente su cinque – contro il 18,7% del 1° gennaio 2002, mentre lo stesso indicatore era pari al 13,1% all’inizio degli anni Ottanta. Aumenta anche la percentuale di popolazione con 80 anni e più, che al 1° gennaio 2006 incide per il 5,1% del totale, ossia un residente su 20. Lo squilibrio della popolazione in favore delle età più elevate – scrive l’Istat – è ancora più rilevante, considerando che la riduzione dei livelli di fecondità negli ultimi venticinque anni ha comportato una riduzione costante della popolazione dei giovani fino a 14 anni, scesa nel 2006 a rappresentare il 14,1% del totale, contro il 22,6% del 1980.

A livello territoriale l’invecchiamento della popolazione è un processo demografico che riguarda tutte le aree del Paese. Il fenomeno si presenta particolarmente avanzato nel Centro-nord, dove la popolazione con 65 anni e più al 1° gennaio 2006 oltrepassa la quota del 20% del totale e quella con 80 anni e più il 5%, mentre la percentuale di giovani fino a 14 anni si è andata ulteriormente riducendo, fino a raggiungere in media un valore di circa il 13%. Nel Mezzogiorno giovani e anziani sono numericamente ancora abbastanza in equilibrio ma con una chiara tendenza verso un ulteriore processo d’invecchiamento della popolazione. Per la presenza della Sardegna, la situazione è leggermente più sfavorevole nelle Isole che al Sud. Nel primo caso, infatti, la quota di giovani è del 15,4%, mentre quella d’anziani è pari al 17,9%; nel secondo si registrano, rispettivamente, quote del 16,1% e 17,2%.

E i cittadini stranieri? Al 1° gennaio 2006 gli stranieri residenti in Italia sono 2.670.514, di cui 1.350.588 maschi e 1.319.926 femmine. Rispetto all’anno precedente gli iscritti in anagrafe aumentano di 268.357 unità (+11,2%). Complessivamente, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2003 e il 1° gennaio 2006 il numero di stranieri residenti è aumentato del 72%. Gli stranieri rappresentano dunque il 4,5% della popolazione residente complessiva (58.751.711 unità) con un’incidenza che è aumentata di 1,8 punti percentuali fra il 2003 e il 2006. Si tratta di una popolazione piuttosto giovane, con un’età media di soli 30,8 anni, se confrontata con la popolazione residente nel complesso, composta cioè da cittadini italiani e stranieri (42,6 anni) e, in misura ancora maggiore, se confrontata con la popolazione residente di cittadinanza italiana (43,2). Oltre un cittadino residente straniero su due ha un età compresa tra i 18 ed i 39 anni (50,8%); oltre uno su cinque è minorenne (22%). La popolazione straniera risiede soprattutto nel Nord-ovest e nel Nord-est, rispettivamente con il 36,6% e il 27,4% degli stranieri, seguite dal Centro con il 24%, dal Sud con l’8,6%, e dalle Isole con appena il 3,5%.

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