SOCIETA’. Istat: reddito famiglie, nel 2009 meno 2,7%. AACC: “Crisi è grave”

Nel 2009 il reddito disponibile delle famiglie è diminuito del 2,7%: è la prima flessione dal 1995, a fronte dell’aumento del 3,5% che era stato registrato nel 2006. È quanto rileva oggi l’Istat, che sottolinea come l’impatto sia stato maggiore nel Settentrione (meno 4,1% nel Nord-ovest e meno 3,4% nel Nord-est) e più contenuto al Centro (meno 1,8%) e nel Mezzogiorno (meno 1,2%).

Nel periodo 2006-2009 il reddito disponibile delle famiglie italiane si è concentrato, in media, per circa il 53% nelle regioni del Nord, per il 26% circa nel Mezzogiorno e per il restante 21% nel Centro. L’andamento complessivo, con la riduzione del reddito delle famiglie, è maggiore nel Nord del Paese e minore nel Mezzogiorno, che "tiene" per la minore propensione delle famiglie agli investimenti rischiosi e perché la difficoltà di accesso ai finanziamenti bancari al Sud ha contenuto l’impatto dell’aumento degli spread sugli interessi passivi.

Per le associazioni dei Consumatori, è "l’ennesima conferma di una situazione divenuta ormai insostenibile per le famiglie": queste le parole di Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, che affiancano alla riduzione del 2,7% del reddito attestata dall’Istat il tracollo del potere d’acquisto da loro rilevato, pari a meno 9,6% dal 2007 a oggi. E aggiungono: "Un’ulteriore batosta giungerà anche quest’anno, alla luce dei nuovi aumenti di prezzi e tariffe: alla stangata di 1.016 euro già stimati per il 2011, infatti, vanno aggiunti ben +148 euro per gli aumenti superiori al previsto (rispettivamente +68 euro per i carburanti, +25 euro per le autostrade e +55 euro per le addizionali locali), portando così il totale a quota 1.164 euro per il 2011". Le due associazioni tornano a ribadire la necessità che il Governi si occupi dei problemi del paese, "a partire da due interventi ormai improrogabili: rilanciare la domanda di mercato, attraverso una detassazione per le famiglie a reddito fisso, e avviare una ripresa degli investimenti nei settori strategici della nostra economia".

Dall’Adiconsum arriva la richiesta di misure a sostegno delle famiglie nel Milleproroghe. Commenta Pietro Giordano, segretario nazionale dell’associazione: "Il rallentamento della crescita, come più volte denunciato, dipende non solo dalla diminuzione del reddito da lavoro, ma anche dai mancati guadagni dovuti agli investimenti delle famiglie che hanno visto, prima per i crack finanziari poi per la crisi economica, completamente annullati quei piccoli redditi che consentivano loro di far quadrare il bilancio familiare".

Secondo l’associazione, invece, va interpretato il dato relativo al minore impatto della crisi al Sud: "Si dimentica troppo spesso che il Sud non ha infrastrutture né grandi industrie e che ha invece una forte disoccupazione". "Adiconsum – afferma Giordano – propone quindi misure attive per sostenere i redditi in tutte le regioni, ma in particolare al Sud, tenuto anche conto dell’altro dato Istat sul forte aumento della disoccupazione giovanile".

Di "consumatori abbandonati a sé stessi" parla l’Adoc, che stima una diminuzione reale del potere d’acquisto pari al 5%. "L’inflazione aumenta, le tariffe aumentano, i redditi calano. I consumatori sono stati abbandonati a sé stessi – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’associazione – negli ultimi due anni l’inflazione è salita complessivamente del 2,3%, le tariffe dei servizi pubblici locali e delle utenze domestiche negli ultimi quattro anni sono aumentate del 6%, mentre i redditi sono calati. Il potere d’acquisto reale delle famiglie italiane è calato del 5%, ormai non basta neanche tirare la cinghia, la crisi è profonda. Il Governo deve intervenire a sostegno dei consumatori e delle famiglie, non bastano più le parole, occorrono i fatti. Dagli interventi sulla rete dei carburanti, da realizzare non solo al fine di contrastare il caro benzina ma anche per arrivare ad un taglio del 15% dei prezzi dei prodotti alimentari, visto che questi sono per oltre l’80% trasportati su gomma, al rilancio dei consumi, l’Italia e gli italiani hanno bisogno di uscire da una situazione gravissima e di riprendere fiato".

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