SOCIETA’. Istat: sette milioni e mezzo di italiani in povertà relativa

Sette milioni e mezzo di italiani poveri pari al 12,8% dell’intera popolazione. Una incidenza di povertà relativa rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi cinque anni, come sono immutate le caratteristiche delle famiglie povere. E il tendenziale peggioramento per tipologie familiari come famiglie di tre componenti, coppie con un figlio, famiglie con persona di riferimento di età fra i 55 e i 64 anni, famiglie con anziani. Sono alcuni dei dati resi noti oggi dall’Istat con lo studio "La povertà relativa in Italia nel 2007".

In Italia, rileva l’Istat, le famiglie che nel 2007 si trovano in condizioni di povertà relativa sono 2 milioni 653 mila e rappresentano l’11,1% delle famiglie residenti. Si tratta nel complesso di 7 milioni 542 mila individui poveri, pari al 12,8% della popolazione. La stima dell’incidenza di povertà relativa, pari alla percentuale di famiglie e persone povere sul totale dei residenti, viene calcolata sulla base di una "linea di povertà" che individua il valore di spesa per consumi al di sotto del quale una famiglia viene definita povera in termini relativi. La soglia di povertà per una famiglia di due componenti, spiega dunque l’Istat, è rappresentata dalla spesa media mensile per persona, nel 2007 pari a 986,35 euro. Così le famiglie di due persone che hanno una spesa media mensile pari o inferiore a tale valore sono classificate come relativamente povere.

Negli ultimi cinque anni, afferma l’Istat, l’incidenza di povertà relativa è rimasta sostanzialmente stabile e immutate sono le caratteristiche delle famiglie povere. Si tratta di un fenomeno che continua a essere più diffuso nel Mezzogiorno, dove l’incidenza di povertà relativa è quattro volte superiore a quella osservata nel resto del Paese, e tra le famiglie più ampie, in particolare con tre o più figli, soprattutto se minorenni. E’ inoltre più diffuso tra le famiglie con componenti anziani – nonostante il miglioramento osservato negli ultimi anni – soprattutto se si tratta di più anziani conviventi tra loro o con altre generazioni. La povertà è inoltre associata a bassi livelli di istruzione, a bassi profili professionali e all’esclusione dal mercato del lavoro.

Il livello di povertà si mantiene stabile nel 2006 e nel 2007. Ma emerge un peggioramento delle condizioni a livello nazionale per alcune tipologie familiari, rappresentate da famiglie di tre componenti (dove l’incidenza aumenta dal 10% all’11,5%), dalle coppie con un figlio (l’incidenza passa dall’8,6% al 10,6%), dalle famiglie in cui la persona di riferimento ha fra i 55 e i 64 anni (dal 7,5% all’8,9%) e fra le famiglie con due o più anziani (dal 15,3% al 16,9%).

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