SOCIETA’. Italia a due velocità. 1.650 “città fantasma” nel 2016

La fotografia dell’Italia "a due velocità" vede da un lato il Paese delle eccellenze, quello degli oltre duemila comuni che sono riusciti a fare rete e a produrre decentramenti, attrattività e turismo, dall’altro i comuni del "disagio insediativo": si prevede che nel 2016 saranno 4.395, praticamente uno su due. E ben 1.650 sono destinati a diventare "ghost town", città fantasma a rischio estinzione. È quanto emerge dal rapporto di Confcommercio-Legambiente sull’Italia del disagio insediativo "1996/2016 – Eccellenze e ghost town nell’Italia dei piccoli comuni", realizzato in collaborazione con Serico-Gruppo Cresme.

In 2.048 comuni il territorio è riuscito a proporre e realizzare sinergie locali costruendo sistemi-rete, decentramenti produttivi, attrattività insediativa, diffusione turistica, e dunque benessere: è l’Italia delle "eccellenze", composta da tutto l’asse della pianura padana, in particolare la grande conurbazione nord-lombarda, dal Nord-Est e da Toscana, Umbria e Marche.

Dall’altro lato ci sono i comuni che versano in "disagio insediativo": erano 2.830 nel 1996, 3.556 nel 2006, secondo le previsioni saranno 4.395. Questi ultimi rappresentano il 42,1% dei comuni italiani, occupano il 37,4% del territorio e sono sede residenziale del 10,4% della popolazione. Hanno solo il 4,6% degli stranieri residenti e producono appena il 7,9% del reddito italiano, pari ad una redditività media inferiore del 24% rispetto al totale nazionale. La situazione non è fiorente né dal punto di vista delle entrate tributarie né per presenze turistiche, che sono pari al 6,8% del totale nazionale e testimoniano una difficoltà di promozione del territorio. Le 610mila unità locali produttive (10,1% del totale nazionale) pur in linea con la quota della popolazione, occupano solo il 4,7% degli addetti evidenziando quindi una capacità occupazionale pari alla metà della media nazionale. Debole è anche la presenza del commercio: 136mila negozi (7,8% del totale nazionale) che occupano il 3,7% degli addetti. L’economia è fortemente dipendente dal sistema produttivo primario, con un elevato numero di partite Iva di imprese agricole. E i depositi bancari rappresentano solo il 2,9% rispetto al totale nazionale.

Nella proiezione al 2016 ci sono poi i comuni destinati a diventare città fantasma: sono un quinto del totale e accolgono il 4,2% della popolazione. La situazione che si registra in tali comuni è negativa per tutte le variabili della ricchezza: vi lavora il 2,1% degli addetti italiani; negli esercizi commerciali è occupato solo l’1,5% degli addetti nel settore; l’opportunità turistica è sporadica; vi è infine carenza di presidi sanitari ma anche nel sistema scolastico.

Per il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli "dal rapporto emerge uno ‘spaccato’ del nostro Paese che mostra non tanto la consueta contrapposizione geografica Nord-Sud, quanto un’Italia a diverse velocità in cui chi è in ritardo non recupera". Di conseguenza "di fronte al rischio concreto di desertificazione, nel prossimo decennio, per numerosi piccoli comuni, ci deve essere un impegno e uno sforzo collettivo ancora maggiore – continua Sangalli – da parte di tutti i soggetti – istituzioni, enti locali, cittadini, imprese – perché quei luoghi e quelle identità, che sono non solo un patrimonio di inestimabile valore ma le radici stesse del paese, non vadano perduti e spariscano per sempre".

Per Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente, i dati presentati "danno il quadro di una situazione che rischia di aggravarsi ulteriormente alla ripresa dalla pausa estiva per gli effetti delle politiche in atto". "Il taglio di 80mila insegnanti rischierà di penalizzare proprio le scuole dei piccoli comuni – continua – Anche per questo è importante che tutte le forze politiche si impegnino per approvare la legge sui piccoli comuni, un progetto forte e condiviso, sottoscritto da oltre 120 parlamentari di tutti gli schieramenti, che indica chiaramente un’idea e una politica: considerare i comuni con meno di 5.000 abitanti, non un’eredità del passato, ma tra i protagonisti del futuro del Paese".

LINK: Confcommercio-Legambiente: "1996/2016: eccellenze e ghost town nell’Italia dei piccoli comuni"

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