SOCIETA’. Italia nel 2051: paese di grandi vecchi. Previsioni Istat

Gli italiani invecchiano, mentre i giovani sono sempre meno. E’ una realtà già sotto i nostri occhi, ma che fra quarant’anni rischia di divenire un problema sempre più drammatico. Secondo le nuove previsioni demografiche Istat dal 1° gennaio 2007 al 1° gennaio 2051, il nostro Paese subirà un notevole aumento dell’età media, con un numero di over65 pari 20,3 milioni entro il 2051 rispetto agli attuali 11,8 milioni. In particolare crescerà la quota dei grandi vecchi (sopra gli 85 anni di età), che passerà da 1,3 milioni del 2007 a 4,8 milioni a metà secolo (ossia dal 2,3% al 7,8% della popolazione totale). Nel complesso raggiungeremo con buona approssimazione i 61,1 milioni di residenti, con un picco di 62,3 milioni nel 2031.

In base allo studio dell’Istituto nazionale di statistica, le maggiori incertezze riguardano il rapporto nascite-decessi. "Pur adottando ipotesi sostenibili (recupero della fecondità ai livelli medi europei e concomitanti migliori condizioni di sopravvivenza) -afferma l’Istat – il saldo naturale si presenta negativo già dal 2008 (-5 mila), per poi dilatarsi ulteriormente negli anni successivi. Il saldo naturale oltrepassa, infatti, il valore delle 100 mila unità in meno nel 2018, quello delle 200 mila unità in meno nel 2039, quello delle 300 mila nel 2050. Nel complesso, le nascite non scendono mai sotto la soglia simbolica delle 500 mila unità nell’arco di previsione, a fronte di una fecondità tendenzialmente in aumento. Viceversa, cresce a dismisura l’ammontare annuo dei decessi, nonostante la popolazione sia sottoposta a rischi di mortalità via via più contenuti: oltre la soglia dei 600 mila dal 2013; oltre quella dei 700 mila dal 2035; oltre 800 mila, infine, nel 2050".

Di certo l’Italia sarà sempre più anziana, con una progressiva perdita delle persone in età da lavoro. Nel 2051 la popolazione avrà in media 49,2 anni (rispetto agli attuali 42,8), mentre i giovani under14 scenderanno di 400mila unità (da 8,3 a 7,9 milioni). La popolazione tenderà gradualmente ad invecchiare nel corso degli anni. "La quota di 40-64enni – sostiene lo studio – sul complesso dei potenzialmente attivi aumenta dal 39% del 2007 al 41% nel 2011, al 47% nel 2031, per poi ridiscendere al 43% nel 2051, man mano che svanisce l’effetto transitorio delle generazioni del baby boom". Come già detto, i super vecchi saranno sempre di più, anche in virtù delle cure mediche e del miglioramento degli stili di vita.

E gli immigrati? Nel 2007 sono 2 milioni 939 mila, facendo registrare un raddoppiamento rispetto a 5 anni fa. Oggi sono il 5% del totale dei residenti. Secondo l’Istat però non è facile fare previsioni per il futuro. In base allo scenario più verosimile gli stranieri raggiungeranno 10,7 milioni entro il 2051. Ciò contribuirà a mantenere un pò più giovane la Penisola, dato che la loro presenza è contrassegnata da bambini e adulti piuttosto che da persone in età senile.

Sul fronte della fecondità le donne italiane proseguiranno con l’attuale andamento. Carriera lavorativa e diversi valori regoleranno ancora l’età del puerperio. "Appare credibile – afferma l’Istat – l’ipotesi di un percorso di convergenza ai livelli medi europei. In particolare, s’ipotizza che il numero medio di figli per donna cresca da 1,37 a 1,58 nel periodo 2007-2050 con andamento logistico. Parallelamente, il calendario riproduttivo si sposta ulteriormente in avanti, portando l’età media al parto dai 31 anni del 2007 ai 33,4 del 2050".

Comments are closed.