SOCIETA’. Italia, un Paese ormai immobile. Rapporto ItaliaFutura

L’Italia è un paese immobile? Purtroppo dal primo rapporto sulla mobilità sociale risulta proprio questa triste realtà. Nei trent’anni successivi al secondo dopoguerra il Belpaese è stato teatro di una grande crescita, con uno dei prodotti interni lordi tra i più alti del mondo occidentale e con un elevato livello di dinamismo sociale.

Infatti quasi la metà degli over 50enni di oggi dichiara di aver migliorato il proprio stato sociale rispetto alla famiglia d’origine. Se si pone la stessa domanda ai loro figli, il risultato è più che deludente: soltanto il 6% dei 20enni di oggi dice di trovarsi in condizioni migliori. Dall’altro lato c’è un 20% che dichiara di aver addirittura peggiorato il proprio stato sociale.

Questo primo Rapporto sulla mobilità sociale presentato oggi a Roma da ItaliaFutura, ha l’ambizione di aprire una riflessione che possa alimentare un dibattito partecipato e diffuso. La presentazione di ItaliaFutura, associazione al suo debutto pubblico, è stata aperta da Luca Cordero di Montezemolo che nel suo intervento ha presentato gli obiettivi dell’associazione e l’impegno a partire dalla mobilità sociale.

"Ci occuperemo – ha detto nel suo intervento – di sanità pubblica e di industria culturale, cercheremo di promuovere un meccanismo di emersione delle eccellenze che esistono in Italia". "Non abbiamo nulla a che fare né con un partito né con un movimento politico. Vi è in carica un governo pienamente legittimato da un mandato popolare, auspico completi la legislatura e che deve essere giudicato sulla base dei risultati. Esiste una opposizione che merita rispetto e che sta trovando la sua strada in questi giorni".

Per Montezemolo, importante è il tema della mobilità sociale oggetto dello studio presentato oggi. "I paesi dove l’ascensore sociale funziona meglio – ha detto – sono quelli più vitali, più dinamici, aperti, competitivi, e più giusti, qualunque sia il colore della pelle". Importante è dunque una società "che permetta a chi si impegna di farsi valere". "L’Italia – ha detto Montezemolo – è un paese bloccato e va rimesso in moto".

Tre gli esempi fatti: "In Italia se tuo padre non è laureato è difficile che tu riesca a laurearti; il 25% dei bambini vive in una soglia di povertà ed è il tasso più alto fra i paesi Ue; mentre il 41% degli ultracinquantenni dichiara di aver migliorato la propria condizione rispetto alla famiglia di origine, solo il 6% dei ventenni dichiara di trovarsi in condizione migliore di quella dei propri padri". E dunque, ha concluso, "ho deciso di fare la mia parte dando il contributo a questa associazione in cui credo molto per un’Italia che torni bella nella società e nel suo spirito civico".

Sono 5 i principali elementi di preoccupazione emersi dall’analisi. Il primo è il dato sulla povertà: a differenza degli altri paesi, dove la povertà colpisce anziani e disoccupati, in Italia le vittime sono le famiglie e i bambini. Il nostro paese è quello con il tasso di povertà infantile più alto d’Europa: il 25% dei bambini vive, infatti, in famiglie povere. Sono povere, inoltre, il 14% delle coppie con due figli e il 22,8% di quelle con tre figli.

E le disuguaglianze emergono non solo nella distribuzione della ricchezza, ma anche nell’accesso alle opportunità di istruzione formazione. La probabilità che un ragazzo italiano il cui padre non abbia completato gli studi superiori riesca a laurearsi è tra le più basse d’Europa. Oggi il 20% dei giovani tra 18 e 24 anni ha abbandonato le scuole superiori e non si è iscritto a nessun programma di formazione, contro una media europea del 14,8%.

La cosa più allarmante è che spesso sono i più bravi ad abbandonare gli studi a metà strada perché non se li possono permettere. Un esempio? L’Osservatorio sui talenti dell’Istituto Cattaneo ha seguito le scelte fatte dai 700 diploamati più bravi d’Italia, ragazzi che dalla terza media in poi hanno avuto sempre il massimo dei voti. Sessanta di loro non si sono iscritti all’università, quasi tutti per motivi economici.

Uno dei motivi più scoraggianti è la difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro: i primi stadi della carriera sono sempre più lenti e troppo legati alle professioni dei genitori.

Sulla base di questi dati ItaliaFutura propone un nuovo approccio, un approccio "ciclo di vita" che supporti un individuo dal momento della nascita a quando si affaccia sul mondo del lavoro. E partendo da quest’idea l’associazione avanza tre proposte concrete: un Fondo Opportunità per ogni bambino che nasce, un programma speciale per l’autonomia dei giovani con gli Affitti d’Emancipazione e un Pacchetto Giovani Famiglie che dia supporto a giovani genitori.

 

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