SOCIETA’. La crisi non è finita con il 2009. Ricerca Acli-Caritas Italiana

Il 2009 è stato un anno nero per tutte le famiglie italiane, durante il quale soltanto il 2,2% ritiene di aver migliorato la propria condizione economica. La maggior parte delle famiglie, invece, ha acquistato prodotti a basso costo e, soprattutto, ha risparmiato sulla cura della propria persona e sulle utenze di base (il 32,1% ha risparmiato su acqua, luce e gas).

E’ quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Iref, l’Istituto di ricerche educative e formative delle Acli che, insieme alla Caritas Italiana ha condotto un’indagine sullo stato di salute delle famiglie italiane, nell’anno della crisi. Sono state intervistate 4.500 famiglie in tre momenti diversi: maggio e settembre 2009 e febbraio 2010.

A febbraio 2010 più di una famiglia su tre, il 34,8%, ha risparmiato sull’acquisto di generi alimentari di base, cioè pane, pasta e carne. Tale percentuale sale al 68,4% tra le famiglie che non hanno una casa di proprietà o dei risparmi.

Dunque dalla ricerca, che verrà presentata oggi pomeriggio nel corso del 34° convegno delle Caritas Diocesane che si svolge a San Benedetto del Tronto, mostra come la crisi economica non sia per niente finita. Anzi nel 2010 si aggiunge il timore di perdere il lavoro: il 67,8% degli intervistati ha dichiarato di essere molto o abbastanza preoccupato dall’idea che nel corso del 2010 un proprio familiare possa perdere il lavoro. Sono i nuclei familiari in cui sono presenti dei figli ad essere più insicuri da un punto di vista occupazionale.

Il 2009 è stato l’anno in cui le famiglie italiane hanno conosciuto maggiormente le misure di contrasto alla povertà varate dal Governo: 3 famiglie su 4 conoscono la carta acquisti, 7 su 10 sanno dell’esistenza di un bonus famiglie, il 59,9% conosce il bonus elettrico e il 52,9% l’assegno per il terzo figlio. Ma il livello di conoscenza è fortemente influenzato l’età delle famiglie. Il 55,7% delle famiglie giovani conosce tutte e quattro le forme di sostegno inserite nel questionario, mentre il 34,8% delle famiglie anziane non ne conosce nessuna. Questo potrebbe dipendere dalle notizie che dà la TV, visto che è questo il principale canale informativo di molti anziani.

E nella crisi la Caritas Italiana rappresenta ancora di più un punto di riferimento per le famiglie in difficoltà. Il 65,4% delle famiglie intervistate ritiene che le strutture territoriali della Caritas debbano continuare a concentrarsi sul dispensare cibo e vestiti alle famiglie bisognose; il 37,4% chiede alla Caritas un’azione di sostegno psicologico e il 33,6% socio-assistenziale.

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