SOCIETA’. La denuncia dei Consumatori: il Piemonte spreca 600mila euro destinati alle associazioni

In Piemonte Associazione consumatori, Movimento consumatori, Adoc, Associazione consumatori utenti e Adiconsum sono sul piede di guerra: dal ministero della Attività produttive sono arrivati 915mila euro e la Regione l’ha in buona parte sprecati. "I fondi destinati alle politiche di tutela dei consumatori – hanno denunciato ieri in una conferenza stampa intitolata non a caso "Tre anni di sprechi della Regione Piemonte" – sono stati in buona parte usati per conferire incarichi di consulenza e per attività di immagine che poco avrebbero a che vedere con la difesa dei consumatori. Solo un terzo del totale è stato destinato a noi".

Carte alla mano le associazioni locali stanno valutando di rivolgersi alla Corte dei Conti. A essere sotto accusa sono oltre 600mila euro di investimenti dubbi: 233mila euro in particolare sarebbero finiti in un progetto sperimentale per una Scuola del consumo consapevole da collocare nella Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino e mai veramente partita. Di quell’iniziativa, infatti, sono rimaste solo otto lezioni da circa tre ore cui hanno partecipato otto persone; del resto, come sottolinea Gianni Longo, portavoce dell’Acu neanche alla reception della SAA "hanno mai sentito parlare".

Ma non è tutto. La Regione avrebbe anche sprecato molti soldi in trovate come la stampa di due milioni di opuscoli informativi che ancora giacciono non distribuiti in qualche palazzo di proprietà pubblica, o un sito internet, costato 57mila euro che in un anno ha avuto solo dieci contatti. A mandare però i responsabili delle associazioni su tutte le ire è stato scoprire che delle targhe sono state pagate ben 200 euro l’una quando in realtà potevano essere normalmente acquistate a 30 euro. Male organizzati perché foraggiati con soli 10mila euro annui di finanziamento, denunciano infine le associazioni, sono stati i sessanta sportelli di sostegno ai consumatori aperti un po’ ovunque dalla Regione.

Abbastanza dura la reazione delle istituzioni. Giovanni Caracciolo, assessore al Commercio con delega alla tutela dei consumatori, accusa gli organizzatori della conferenza stampa di aver attaccato l’assessorato in modo pretestuoso e, pur ammettendo qualche intoppo, ribadisce il carattere sperimentale di alcune iniziative. "L’attività delle associazioni – rassicura in conclusione – resta comunque prioritaria e terremo conto delle loro proposte sulla nuova legge regionale che sta preparando la Bresso in persona. Ma sarà la Regione a decidere".

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