SOCIETA’. La violenza domestica sulle donne è sottovalutata. Il Parlamento Ue ne discute

Circa 80 milioni di donne in Europa sono state oggetto di aggressione. E’ il risultato questo della campagna "stop alla violenza domestica sulle donne" portata avanti dal Consiglio d’Europa. Le statistiche condotte dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in Svezia, in Germania e in Finlandia, mostrano che circa il 30% delle donne tra i 16 e i 67 anni hanno subito almeno una volta nella loro vita violenze fisiche o sessuali.

Ieri al Parlamento Europeo si è tenuta un’audizione pubblica sulla "lotta contro la violenza domestica", organizzata dalla Commissione dei diritti della donna e dell’uguaglianza di genere. "Per violenza domestica si intende qualsiasi violenza o minaccia fisica, psicologica o sessuale" ha dichiarato Ana Zaborskà, Presidente della Commissione dei diritti della donna, sottolineando l’importanza della parola per le vittime. La Commissione ha posto l’accento sul bisogno di informazioni precise "al fine di elaborare giuste campagne di sensibilizzazione e decidere le misure appropriate".

Enriqueta Chicano, Presidente onorario della Fondazione delle donne progressiste in Spagna, ha detto che la legge spagnola ha permesso, dal 2004, un forte calo del fenomeno e un aumento delle denuncie. L’eurodeputata rumena Gabriela Cretu ha chiesto "quanto tempo le donne dovranno attendere prima di avere un quadro giuridico europeo in materia" e le è stato risposto da Jacque Barrot, Vicepresidente della Commissione Ue, che questa questione sarà studiata nell’ambito del programma pluriennale 2010-2014. Alla fine dell’anno sarà disponibile un Rapporto sui risultati del piano d’azione dell’Ue nella lotta alla tratta degli esseri umani.

Dal 1997 il programma DAPHNE ha finanziato oltre 500 progetti, la metà dei quali per le donne vittime di violenza; nel 2007 sono stati concessi a DAPHNE circa 14 milioni di euro. Purtroppo "un terzo degli Stati membri del Consiglio d’Europa non considera la violenza verso le donne come un’infrazione penale", come ha ricordato José Bota, relatore del Consiglio d’Europa. E’ per questo che il Consiglio ha elaborato una convenzione quadro sulle forme più gravi e frequenti delle violenze sulle donne.

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