SOCIETA’. Lazio, arriva la legge sul reddito minimo garantito: 530 euro al mese

Contro la crisi economica arriva nel Lazio la legge sul reddito minimo garantito: 530 euro al mese per disoccupati, inoccupati e precari residenti nella Regione che abbiano un reddito inferiore a 7mila euro l’anno. Nel 2009 il provvedimento avrà una copertura finanziaria di 20 milioni di euro. "Siamo la prima grande regione italiana che si dota di uno strumento fondamentale che non ha nulla a che fare con la vecchia logica assistenzialista. Portiamo nella nostra regione un modello di tutela presente in tutti i paesi europei più avanzati: dalla Francia all’Austria, Belgio, Olanda fino ai Paesi scandinavi e anglosassoni”: è quanto ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, in Consiglio regionale. L’obiettivo, ha proseguito, è di arrivare a 20 mila cittadini privi di tutele sociali.

L’assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi ha spiegato che la legge sul reddito minimo assicura settemila euro a persona per un anno: "Daremo circa 530 euro al mese per disoccupati, inoccupati e precari residenti nella regione Lazio – ha spiegato Tibaldi – Avevamo pensato ad una cifra di 5.400 euro all’anno ma abbiamo dato parere positivo ad un emendamento del Crel che ci chiedeva di aumentare la somma al minimo della pensione sociale, ovvero 7mila euro".

La legge regionale sul reddito minimo garantito, hanno commentato Cgil Cisl Uil del Lazio, è un importante passo avanti "per dare sostegno concreto ai soggetti che oggi sono più esposti alla crisi economica, disoccupati, inoccupati, precari. Ora occorre che questa legge, fortemente voluta e sostenuta dal sindacato, venga tradotta in azione concreta con l’emanazione del regolamento attuativo, il cui iter chiediamo venga concluso in tempi rapidi." Per i sindacati è importante che la Regione abbia scelto di assegnare un ruolo centrale ai Comuni. Inoltre, le sigle chiedono che insieme al reddito minimo garantito "la Regione rafforzi ed implementi le politiche attive del lavoro, costruendo percorsi formativi e di riqualificazione professionale per disoccupati, inoccupati, precari che perdono il lavoro nella prospettiva dell’inserimento lavorativo, che deve restare la finalità principale di ogni forma di integrazione e sostegno al reddito."

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