SOCIETA’. Liberi farmacisti: liberalizzazioni “ultimo treno per l’Italia”

Le liberalizzazioni rappresentano "l’ultimo treno per l’Italia". Nei giorni della crisi economica e del rischio crollo della Borsa, nell’attesa dell’incontro delle parti sociali con governo e opposizione, in un momento in cui il discorso pubblico è tutto concentrato sui privilegi della casta, il Movimento nazionale liberi farmacisti torna a ribadire la necessità di "aprire" la società italiana, a partire – per il settore farmaceutico – dalla liberalizzazione dei farmaci di fascia C.

"E’ necessario – afferma il MNLF – che il Parlamento abbandoni definitivamente la difesa ad oltranza dei propri privilegi, abbandoni la difesa d’interessi corporativi e personali. E’ necessario che la politica invece di pensare alle vacanze si concentri su come salvare l’Italia da un tracollo economico e rilanci lo sviluppo attraverso riforme e liberalizzazioni. Si avvii finalmente una nuova stagione di sviluppo con la creazione di nuove opportunità di lavoro attraverso la liberalizzazione delle professioni, l’equità fiscale e nuovi investimenti in ricerca e sviluppo".

"Per quanto ci compete – proseguono i liberi farmacisti – chiediamo la liberalizzazione dei farmaci con obbligo di prescrizione (fascia C) per liberare almeno 700 milioni l’anno in risparmi per i cittadini e il SSN, con la creazione di almeno 5000 nuovi posti di lavoro in tre anni e nuove entrate per lo Stato con la nascita di 3000 nuove aziende".

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