SOCIETA’. Lookout sull’immigrazione, Eurispes lancia nuovo osservatorio

"Attenzione" al fenomeno dell’immigrazione e "visione" in grado di esprimere un progetto e una prospettiva sulla società italiana nei prossimi anni: è con questo doppio obiettivo che nasce Lookout sull’immigrazione, l’Osservatorio permanente dell’Eurispes sull’immigrazione che sarà diretto da Claudio Martelli. La prospettiva è quella che rivendica una politica unitaria (non divisa fra poli opposti e separati: da un lato i respingimenti, dall’altro l’accoglienza) e un atteggiamento "razionale, prudente, lungimirante", come ha detto Claudio Martelli presentando l’Osservatorio. "Né illusioni né pregiudizi", ha spiegato il neo direttore di Lookout: "È un’illusione che si possa accogliere da soli tutti i disperati: il solidarismo cieco non è una buona politica. Ma non è una buona politica neanche quella ispirata dai pregiudizi che vedono nello straniero una minaccia".

Fra le prime iniziative in calendario ci sarà un monitoraggio sulla situazione delle grandi aree metropolitane a partire da Roma. Seguiranno indagini sui diversi aspetti delle migrazioni, a livello internazionale, nazionale e locale. "Le migrazioni sono il volto umano della mondializzazione", ha detto Martelli, che ha ripercorso in questo modo lo sviluppo del fenomeno in Italia: "L’Italia sta vivendo in modo sempre più consapevole ma anche conflittuale il fenomeno dell’immigrazione: in venti anni abbiamo fatto un percorso che altre nazioni hanno compiuto in due secoli". Da meno di un milione di immigrati di venti anni fa si è passati al dato odierno: "Secondo le nostre stime, gli immigrati residenti, fra regolari e irregolari, superano i cinque milioni. Su 60 milioni di italiani sono quasi il 9%. Si tratta di una dimensione che eccede, di poco, la media europea, ma la crescita si è prodotta in un arco temporale brevissimo".

Si tratta, ha detto Martelli, di 1 immigrato ogni 11 italiani. "Mi sembra ci sia materia sufficiente per interrogarsi, considerando l’immigrazione come una parte costitutiva della società italiana. Viverla come risorsa, e non come handicap, significa interrogarsi sul nostro futuro". In una prospettiva complessa, che chiama in causa la necessità di politiche che sappiano fronteggiare lo scivolamento nell’irregolarità per scadenza del permesso di soggiorno (Martelli fa l’esempio di una pratica di "riconoscimento", di una dichiarazione di stato di irregolarità che non comporti né l’automatica promessa di accoglienza né l’automatica espulsione) emerge fra i temi rilevanti quello della cittadinanza: "Se un obiettivo unificante può esserci, a me pare che questo sia il tema della cittadinanza", e dunque che sia "finalmente sottratto al vincolo medievale dello ius sanguinis per adottare anche in Italia il principio del born in the Usa, il principio per cui è francese chiunque sia nato sul suolo di Francia". È lo ius soli: italiano chi nasce in Italia.

Alla base dell’Osservatorio, ha spiegato il presidente dell’Eurispes Gian Maria Fara, c’è uno stato di insoddisfazione anche nei confronti delle analisi esistenti: "Spesso – ha detto Fara – siamo stati al centro di polemiche perché le nostre stime e i nostri dati creavano fastidio, perché erano diversi da quelli prodotti dalle fonti ufficiali. Ma la storia ci ha dato ragione. Siamo mediamente insoddisfatti per quello che si è prodotto a livello legislativo e per le analisi e la produzione di dati su un fenomeno sottovalutato, almeno in termini numerici". L’Osservatorio vuole fuggire dalle semplificazioni: "La nostra società è complessa – ha detto Fara – e la complessità ha bisogno di spiegazioni complesse".

Fra i dati che l’Eurispes considera problematici ci sono le rimesse, le quantità di denaro che gli stranieri residenti in Italia inviano nei paesi di origine: nel 2007 i canali ufficiali parlano di oltre 6 miliardi di euro in transito dall’Italia all’estero, ma secondo l’istituto si può ipotizzare che il valore procapite basso, le differenze regionali e le oscillazioni annuali "siano attribuibili sia all’uso di canali di intermediazione informali per il trasferimento di somme dall’Italia ai Paesi di origine sia alla presenza sul territorio di un numero di stranieri superiore al dato ufficiale relativo ai soli residenti". Fra le indagini previste dal nuovo Osservatorio, ci sono in prospettiva la questione della cittadinanza, i nuovi luoghi dell’immigrazione, la politica internazionale, i consumi e le abitudini degli immigrati.

di Sabrina Bergamini

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