SOCIETA’. Manovra, al via esame al Senato

E’ partito oggi l’esame al Senato del testo della manovra da 45,5 miliardi di euro (il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 agosto scorso), che si trova sul tavolo della commissione Bilancio, per il primo passaggio parlamentare. Sono diversi i punti di discussione, ma soprattutto di scontro, che stanno dividendo la maggioranza.

Da ieri il nodo pensioni sta allargando il divario tra il Pdl e la Lega: il Carroccio ha ribadito il suo "no" a una revisione del sistema previdenziale che è già abbastanza riformato e sostenibile. Inoltre la Lega chiede una riduzione del taglio agli enti locali e un’intensificazione della lotta all’evasione fiscale.

Il Pd invece, attraverso il suo segretario Pierluigi Bersani, fa sapere che di pensioni si può anche parlare, ma dopo aver valutato i punti proposti dall’opposizione, che vanno dalla terapia choc contro l’evasione, ad una imposta sui patrimoni immobiliari rilevanti, dal ridimensionamento drastico di pubblica amministrazione, istituzioni e costi della politica, al contributo di solidarietà che non gravi sui tassati ma sui condonati. In più, interventi di liberalizzazioni e sostegno all’economia.

Per quanto riguarda il contributo di solidarietà si fa sempre più strada l’ipotesi di una sua sostituzione con un aumento dell’Iva. Attualmente il decreto legge prevede un contributo Irpef da parte dei redditi più alti, pari al 5% per la parte di reddito eccedente i 90.000 euro che salirebbe al 10% per gli importi eccedenti i 150.000 euro. Il contributo di solidarietà potrebbe quindi essere cancellato e le risorse necessarie potrebbero arrivare dall’incremento dell’Imposta sul valore aggiunto. L’ipotesi, già circolata in passato, è di un incremento dell’1% per tutte le aliquote (quella ordinaria del 20% e quella ridotta del 10%).

Si prevedono dunque giorni di botta e risposta: una trattativa che dovrebbe portare il testo nell’Aula del Senato il 5 settembre per consentire a Palazzo Madama di dare il suo via libera al decreto entro il 9 dello stesso mese e inviarlo rapidamente alla Camera.

Intanto la Cgil ha indetto per martedì 6 settembre uno sciopero generale di 8 ore per ogni turno contro la manovra. Il sindacato ha, fin da subito, fortemente contrastato il provvedimento ritenendolo nella forma "depressivo, socialmente iniquo, inefficace e antisindacale". La protesta inizierà domani, 24 agosto alle ore 9, davanti alla sede del Senato con un presidio proclamato dalla Confederazione, al quale parteciperà, insieme ai componenti della Segreteria Nazionale, il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso. La Cgil critica, tra le altre cose, la decisione di spostare o accorpare alla domenica le festività civili e laiche che, per la CGIL significa "colpire l’identità e la storia del nostro Paese, indebolirne la memoria", e rappresenta "un grave limite per il futuro", producendo per altro un "irrisorio beneficio economico". Per questo motivo è stata lanciata una petizione popolare a difesa delle feste della Liberazione, del Lavoro e della Repubblica. Raggiunte al momento quasi 16mila firme.

 

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