SOCIETA’. Manovra, dietrofront sulle pensioni. Fioccano le critiche

È sempre più a ostacoli l’elaborazione della manovra. A due giorni dall’incontro che doveva trovare la quadratura del cerchio, oggi arriva un nuovo dietrofront: sarebbe saltata infatti la norma sulle pensioni, quella che prevedeva l’esclusione del riscatto degli anni del servizio militare e di laurea per l’uscita dal lavoro. In ballo ci sarebbe infatti una dubbia costituzionalità del provvedimento. A questo punto si aspetta – in questi giorni il condizionale è d’obbligo, ma la riunione è già annunciata anche se con un diverso ordine del giorno – il Consiglio dei Ministri convocato per domani.

Sui contenuti della manovra e sulla sua gestazione continuano, da più fronti, le critiche. Federconsumatori e Adusbef parlano di "danno esistenziale" causato dal Governo alle famiglie. "L’atteggiamento di questo Governo, al di là delle questioni di merito di una manovra che ribadiamo iniqua e sbagliata, pone un serissimo problema per l’equilibrio psichico delle famiglie italiane", dicono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, parlando di famiglie "ininterrottamente stressate da continue decisioni schizofreniche". Le due associazioni lanciano la provocazione: "A questo punto, anche in relazione alle nuove direttive europee, abbiamo deciso di avviare un’apposita class action, al fine di vedere risarciti i danni esistenziali ai cittadini causati dal ‘procurato allarme’ che quotidianamente viene dal Governo".

La manovra è stata esaminata dal coordinamento nazionale del Forum del Terzo Settore che spende parole critiche e parla di "un giudizio negativo per i suoi contenuti e per le modalità con cui è stata concepita". Non sono stati assicurati gli obiettivi di equità e giustizia sociale. Sostiene il portavoce Andrea Olivero: "Famiglie, giovani, anziani, disabili e tutte le fasce di popolazione più debole, sono caricate di ulteriori tasse e vedono, in prospettiva, la diminuzione dei servizi e delle opportunità di impiego. In una situazione come questa la riduzione dei cosiddetti costi della politica sono spariti o rimandati a futuri imprecisati". I tagli previsti per gli enti locali, anche se ridotti rispetto a quanto si ipotizzava, avranno ricadute sui servizi e sulla spesa sociale: "Colpire l’amministrazione locale, alla quale è affidata la gestione del welfare locale e di quello assistenziale, significa cancellare molti servizi alle persone e alle famiglie".

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