SOCIETA’. Manovra economica, Consumatori: maxi stangata per le famiglie

E’ assolutamente insopportabile che in molti settori dell’economia si stiano verificando aumenti di prezzi e tariffe. Ciò si può ascrivere solo a volontà speculative che nulla dovrebbero avere con sane regole di mercato. E’ quanto sostiene Rosario Trefiletti, presidente Federconsumatori che aggiunge: "Le ricadute della manovra economica saranno pesantissime per le famiglie e potranno raggiungere a regime un taglio del loro potere di acquisto di oltre i 2000 Euro annui, pari all’ 86% delle poste definite in Manovra. Le impressionanti ricadute economiche e il dibattito che si sta sviluppando, stanno mettendo pericolosamente in ombra altre questioni che contribuiscono ad abbattere il potere di acquisto delle famiglie: vale a dire l’incessante aumento di prezzi e tariffe nel nostro Paese".

Trefiletti e Lannutti chiedono di ”avviare severi controlli e verifiche per eliminare ogni ombra di speculazione”. L’aumento dei prezzi ”si puo’ ascrivere solo a volonta’ speculative che nulla dovrebbero avere con sane regole di mercato. Infatti, il Paese e’ attraversato da una forte contrazione dei consumi, a partire da quelli legati all’alimentazione. Tutto cio’ non deve essere permesso – concludono Trefiletti e Lannutti – ne chiediamo quindi il blocco e rivendichiamo maggiori verifiche, controlli e soprattutto sanzioni da tutte le autorita’ istituzionali preposte”.

A far discutere è anche l’aumento dell’IVA dal 20 al 21%. Secondo l’Aduc si tratta di "un metodo come un altro per rastrellare soldi cosi’ come impostoci dall’Ue. Un metodo, per l’appunto, come un altro che ci fa sorgere una domanda: siccome questa imposta viene pagata solo dai consumatori finali che, non essendo soggetti con partita Iva, non la scaricano, siamo sicuri che la penalizzazione dei consumi sia il metodo giusto? Siamo sicuri che questo non portera’ solo ad un maggiore esborso da parte dei consumatori e non ad una contrazione degli stessi consumi?"

Cittadinanzattiva, infine, ipotizza una patrimoniale selettiva "che si concentri sui titolari di rendite patrimoniali il cui reddito dichiarato è largamente inferiore rispetto al valore dei patrimoni stessi, e che salvaguardi i contribuenti onesti, riducendo od eliminando il prelievo su coloro che hanno costruito con la propria attività regolare il patrimonio di cui sono titolari. Il tutto accompagnato da una convinta lotta all’evasione fiscale, per far pagare anche agli evasori tale patrimoniale".

Purtroppo la manovra economica di luglio e la manovra-bis di Ferragosto hanno assestato alle famiglie una serie di colpi micidiali: anziché tassare i patrimoni di coloro ai quali anche un forte prelievo fiscale non cambierebbe la vita, si è preferito colpire l’ammortizzatore sociale italiano per eccellenza, che è la famiglia. Nello specifico, nel decreto n.138/11 andrebbe inserire una tassa patrimoniale con due caratteristiche principali: Un’aliquota dell’1% estesa a tutti i patrimoni, sia mobiliari che immobiliari; il plafond teorico dell’entrata per l’erario sarebbe di 90 miliardi di € stando alle stime della Banca d’Italia che calcolano in poco meno di novemila miliardi di euro la ricchezza complessiva del Paese; Prevista una detrazione fissata intorno al 18% dell’imposta media versata negli ultimi 5 anni, sul reddito delle persone fisiche e delle società titolari del patrimonio da tassare. A seguito delle detrazioni previste, il gettito finale dai teorici 90 miliardi di € potrebbe attestarsi sui 36 miliardi di €, ampiamente sufficienti a corrispondere agli obiettivi di riduzione del fabbisogno indicati dalla Commissione Europea.

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