SOCIETA’. Manovra economica, tutti contro: luglio di proteste e sit in

La manovra economico-finanziaria del Governo ha raggiunto un risultato sicuro: mettere tutti contro le decisioni del Governo, con una moltiplicazione di proteste, sit in, manifestazioni, scioperi, dichiarazioni, comunicati stampa di fuoco che contestano le decisioni dell’esecutivo. E se il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha detto in Commissione Bilancio alla Camera che il testo è blindato e che non ci sarà un’altra manovra nel corso dell’anno, le Regioni proprio oggi hanno annunciato che nel pomeriggio esprimeranno all’unanimità parere negativo sulla manovra. Lo ha deciso la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, che si è riunita questa mattina, così come ha riferito il presidente Vasco Errani per il quale "la manovra è insostenibile per i tagli pesanti ai servizi e alle imprese".

Le proteste vedono in campo tutti: agricoltori, sigle della sicurezza, medici, ambientalisti, enti di cultura, associazioni di Consumatori. Nei giorni scorsi sono già numerose le manifestazioni che si sono svolte e altre continueranno.

Confagricoltura, ad esempio, "ha chiamato a raduno – annuncia – i propri associati in due manifestazioni nazionali denunciando che nessuna delle richieste dell’Organizzazione ha trovato risposta nella manovra economica varata dal Governo. Dalle quote latte alla previdenza alle bietole, dalle agevolazioni per il gasolio ai certificati verdi". Sono previsti due appuntamenti, uno per il Nord a Cremona, che si svolgerà domani, ed uno per il Centro Sud a Napoli, il 26 luglio, "per sottolineare i problemi strategici che investono il futuro delle imprese e più in generale l’agricoltura italiana". "Non chiediamo sussidi – ha spiegato il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni – ma le stesse forme di incentivo ottenute dalle altre Pmi".

In mobilitazione anche Coldiretti, che già martedì ha portato in piazza Montecitorio tremila allevatori e che venerdì 23 luglio alle 10.00 protesterà a Bari dove porterà quasi diecimila persone.

La lista delle proteste fatte, o di prossima iniziativa, è lunga. Ieri contro la manovra finanziaria sono scesi in piazza i sindacati del comparto sicurezza, difesa e vigili del fuoco. I sindacati si sono schierati contro "un governo che continua ad essere sordo alle reali esigenze di sicurezza e di difesa dei cittadini e del Paese, mentre continua con una politica dello ‘stop and go’ senza, però, concretizzare in norma le risposte che la sicurezza e la difesa attendono da tempo".

Il 19 luglio hanno protestato medici, veterinari, sanitari e amministrativi del comparto dirigenza pubblica: secondo i sindacati del settore, la manovra "senza cambiamenti porterà inaccettabili tagli alla sanità, conseguenza del blocco del turn-over, del dimezzamento dei precari e della scure sulle prestazioni sociali, con pesanti ricadute negative sulle prestazioni del servizio pubblico per i cittadini e sulla qualità del lavoro". L’adesione stimata è stata del 75%.

Sono scesi in piazza i disabili contro gli emendamenti che intervenivano sull’invalidità. In piazza scenderanno, venerdì 23 luglio, anche i responsabili del settore "parchi nazionali" che si mobilitano insieme alle associazioni ambientaliste perché la manovra produrrà una riduzione del 50% dello stanziamento per i parchi e le riserve dal 2011 e per il futuro, e dunque rappresenterà ""un gravissimo colpo alla natura e al turismo d’Italia".

Sul piede di guerra anche le Associazioni di Consumatori. Contro l’aumento dei pedaggi autostradali si è pronunciata l’Unione Nazionale Consumatori. Sulla scuola è stata espressa preoccupazione da Cittadinanzattiva: "Siamo molto preoccupati per le ricadute che la manovra finanziaria avrà nel settore scuole, a cominciare dalla questione sicurezza – ha detto nei giorni scorsi Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della Scuola di Cittadinanzattiva – Ne risentirà innanzitutto la manutenzione ordinaria delle scuole, già carente, perchéC omuni e Province, colpiti dai tagli, vi dedicheranno meno risorse. Così come già si ha notizia di città che aumenteranno le rette degli asili nido, e i servizi mensa e scuolabus".

Federconsumatori e Adusbef sferzano: "È ora di smetterla con l’affermare che questa è una manovra che non mette le mani in tasca agli italiani. Le mette direttamente nel portafogli!", dichiarano i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

"Sarebbe sufficiente fare qualche semplicissimo calcolo per comprendere come la manovra, con il blocco dei contratti, lo spostamento delle finestre pensionistiche, i mancati trasferimenti ed i relativi aumenti delle addizionali territoriali, gli aumenti delle tariffe autostradali, ecc., contribuirà a peggiorare nettamente la situazione delle famiglie, abbattendone ulteriormente il potere di acquisto con gravi ripercussioni sull’intera economia – affermano le due associazioni – Aggiornando la stangata degli aumenti tariffari del 2010 alla luce delle ricadute della manovra, infatti, emerge che la spesa delle famiglie aumenterà, quest’anno, di ben 886 euro annui. Tutto ciò desta grave preoccupazione, soprattutto dal momento che le risorse per risanare i bilanci saranno attinte dalla parte delle famiglie a reddito fisso e dei pensionati, senza intaccare i redditi degli evasori e dei detentori di grandi patrimoni, ed aumentando, in questo modo, le diseguaglianze nel nostro Paese".

di Sabrina Bergamini

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