SOCIETA’. Manovra: fioccano le voci critiche

Lascia dietro di sé una scia di polemiche e di posizioni critiche la manovra economica varata ieri dal Consiglio dei Ministri. Non solo Casper-Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, l’ha inserita fra le cause di una stangata che si abbatterà sulle famiglie (insieme all’aumento delle accise sui carburanti, all’inflazione, al rincaro delle bollette di luce e gas) ma diversi sono i settori professionali che contestano la bontà dei provvedimenti presentati.

Sulla liberalizzazione degli orari e delle aperture dei negozi, è critica Confesercenti, per la quale la misura "è tanto inutile da apparire sospetta". Spiega Confesercenti: "Solo ieri avevamo espresso la preoccupazione su una nuova norma di pseudoliberalizzazione di orari ed aperture dei negozi di cui non c’era alcun bisogno a meno che non nascondesse altri fini, come quello di privilegiare solo e soltanto la grande distribuzione. Oggi abbiamo la conferma: la norma c’è anche se inutile perché la normativa già garantisce ampiamente i centri turistici e le Regioni possono deliberare senza problemi in materia. La soluzione più saggia? Lasciare le cose come stanno".

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (MNLF) punta il dito contro la mancanza di effettive liberalizzazioni e di apertura nei confronti di lobby e corporazioni. "I provvedimenti del governo per risanare i conti pubblici e raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2014 non avranno alcun effetto per la crescita e lo sviluppo del Paese – afferma – A fronte di uno sforzo economico durissimo per il 2013 e il 2014 non c’è alcuna traccia di politiche atte a stimolare lo sviluppo, liberare i mercati e dare nuova linfa all’economia". Per i liberi farmacisti non ci sono misure in favore dei consumatori tranne alcuni palliativi e c’è uno "zero assoluto" sulla libertà d’impresa.

Denuncia il MNLF: "A niente valgono i rifermenti al libero accesso alle attività professionali quando questi sono poi contraddetti dai "salvacondotti" riservati alle professioni che maggiormente rappresentano corporativismo e monopoli. Noi stessi, nei giorni scorsi, avevamo suggerito di liberalizzare i farmaci con obbligo di ricetta (fascia C) per creare occupazione, nuova imprenditorialità e risparmi per i cittadini per 700 milioni di euro, ma niente, i legami elettorali con lobby e corporazioni sono troppo forti anche rispetto a provvedimenti che avrebbero un costo pari a zero per lo Stato".

Alcune sigle sottolineano che la manovra non aiuta i giovani, penalizza gli anziani e può creare una lotta fra generazioni. "Il 2012 è stato dichiarato Anno Europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni, ma la manovra economica che è stata presentata dal nostro Governo rende ancor più concreto, come già avevamo paventato, il rischio di un conflitto tra generazioni": queste le parole di Elio D’Orazio, coordinatore nazionale di Age Platform Italia, la sezione italiana di AGE Platform Europe che nel nostro Paese rappresenta una rete di circa 6 milioni di cittadini anziani. D’Orazio aggiunge: "Il precariato impera tra i giovani, mentre gli anziani sono sempre più penalizzati: andando avanti così in che modo potranno mai solidarizzare le generazioni? Non vorremmo che il nostro Paese si trovasse – proprio nel 2012 – a dover gestire un conflitto tra generazioni".

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