SOCIETA’. Manovra, i dubbi di Bankitalia e Corte dei Conti

Non convince. La manovra, così come sta prendendo forma dopo le ultime modifiche, "avrà inevitabilmente effetti restrittivi sull’economia" e accentua "i rischi di effetti depressivi". A esprimere queste valutazioni sono, rispettivamente, la Banca d’Italia e la Corte dei Conti, ascoltate oggi in audizione presso le Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato. E anche se l’aggiustamento dei conti pubblici viene considerato inevitabile, il quadro che emerge è che non si andrà molto lontano se non si lavora sul rilancio della crescita economica del paese.

"L’aggiustamento dei conti, necessario per evitare uno scenario ben più grave, avrà inevitabilmente effetti restrittivi sull’economia". Le prospettive di crescita dell’Italia continuano a essere insoddisfacenti, per cui il riequilibrio dei conti pubblici deve accompagnarsi a misure in grado di aprire prospettive di crescita. E anche se "l’entità della manovra non può essere ridotta", "l’attuazione delle misure correttive andrà attentamente monitorata".

È quanto ha detto il vicedirettore generale della Banca d’Italia Ignazio Visco in audizione alle Commissioni Bilancio di Senato e Camera, intervenendo sulle misure previste dalla manovra che proprio ieri ha avuto ulteriori nuovi aggiustamenti. Bankitalia non nasconde gli aspetti critici del provvedimento in corso d’opera: "L’aggiustamento dei conti, necessario per evitare uno scenario ben più grave, avrà inevitabilmente effetti restrittivi sull’economia – ha detto Visco – La crescita del commercio mondiale difficilmente tornerà nei prossimi anni sugli elevati livelli precedenti la crisi. Rischiamo quindi una fase di stagnazione, che rallenterebbe anche la flessione del peso del debito sul PIL".

"Il riequilibrio dei conti pubblici deve pertanto associarsi a una politica economica volta al rilancio delle prospettive di crescita della nostra economia. Occorre recuperare competitività e creare un ambiente più favorevole all’attività d’impresa, all’offerta di lavoro, alla formazione di capitale umano e fisico", ha aggiunto Visco, sottolineando che i cambiamenti nella manovra "dovrebbero andare nella direzione di ridurre il peso degli aumenti delle entrate, accrescere il ruolo delle misure strutturali, minimizzare gli effetti negativi sul prodotto, contenere l’incertezza circa l’attuazione di alcune misure (quali la delega fiscale e assistenziale e le modalità con cui verrà esercitata la relativa clausola di salvaguardia)".

L’attività di riequilibrio dei conti pubblici non ha alternative ma rallenterà la crescita e "deve pertanto associarsi a una politica economica volta al rilancio dello sviluppo della nostra economia".

"I problemi di crescita dell’economia sono percepiti come un forte limite alla capacità di riequilibrio finanziario del Paese – ha detto il vicedirettore generale – La ripresa dell’economia richiede servizi pubblici migliori in tutti i comparti e in tutte le aree, una riduzione degli oneri che l’inefficienza degli apparati amministrativi e l’elevata evasione fiscale impongono al sistema produttivo. Misure ad ampio spettro, volte a riportare con decisione la nostra economia su un più elevato ed equilibrato sentiero di crescita, sono essenziali anche se i loro effetti saranno graduali nel tempo".

Il rischio di effetti depressivi viene sottolineato anche dalla Corte dei Conti, che nell’odierna audizione alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato mette in evidenza le conseguenze in tema di compressione del reddito disponibile. La Corte, si legge nell’audizione, "ritiene, in via preliminare, di avanzare perplessità sulla scelta che ha condotto a formulare e quantificare la manovra correttiva senza un aggiornamento del quadro macroeconomico previsionale". E aggiunge: "Sotto questo aspetto, il ricorso prevalente alla leva fiscale (quasi tre quarti della manovra se si sommano interventi diretti e indotti) e, in particolare, le modalità di intervento prescelte, determinando la compressione del reddito disponibile, accentuano i rischi di effetti depressivi".

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