SOCIETA’. Manovra, l’appello dell’Opposizione per un’approvazione rapida

La manovra finanziaria del Governo fa una corsa contro il tempo e contro la turbolenza dei mercati finanziari. Mentre a Bruxelles i Ministri dell’Economia si sono riuniti questa mattinna per discutere sulla strategia europea da seguire contro la crisi, a Roma si fa sentire l’Opposizione che raccoglie e rilancia l’appello del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla coesione nazionale. "Un impegno di coesione nazionale di cui c’è indispensabile bisogno per affrontare e superare le difficili prove che già sono all’ordine del giorno" ha chiesto ieri Napolitano.

E oggi, in una conferenza stampa al Senato, l’Opposizione ha detto la sua: sì ad una rapidissima approvazione della manovra, possibilmente entro domenica. "Così i mercato riaprirebbero lunedì con la manovra già approvata" ha spiegato Anna Finocchiaro, capogruppo del PD al Senato, sottolineando il fatto che questa accelerazione è "figlia di una preoccupazione evidente e perciò bisogna assumere iniziative che il Governo non pare in grado di assumere".

"Il nostro giudizio sulla manovra è fortemente negativo soprattutto perché mancano 14,7 miliardi di euro per assicurare il pareggio di bilancio nel 2014" ha ribadito Finocchiaro. La richiesta di un’accelerazione nell’esame della manovra è contenuta in una lettera inviata ieri al Presidente del Senato, Renato Schifani, firmata da Pd, Idv e Udc che, d’altro canto, presenteranno "pochi emendamenti comuni per introdurre equità e regole nella manovra, riducendo, per quanto possibile gli effetti negativi sulle famiglie e le fasce deboli".

Si tratta di emendamenti che toccano 3 grandi temi: crescita, equità e regole. Nel merito si chiede di limitare la mancata indicizzazione solo alle pensioni di ammontare 8 volte superiore al minimo; la progressività del bollo sul deposito titoli, escludendo comunque i titoli di Stato; un intervento più incisivo sui costi della politica; l’aumento immediato delle imposte sulle rendite dal 12 al 20%; un allentamento del patto di stabilità per i Comuni; il saldo dei debiti della pubblica amministrazione verso i fornitori. Ma ancora, fondamentali, misure a favore di giovani e donne e un pacchetto di liberalizzazione che contenga la liberalizzazione dei farmaci di fascia C, la separazione della rete distributiva dei carburanti da quella produttiva, la riforma degli ordini professionali, una norma sulle commissioni di massimo scoperto, una norma contro gli incroci in cda e una norma che liberi il consumatore dall’acquisto di polizze legate ai mutui, infine, un’Autorità indipendente nel settore dei trasporti.

"Abbiamo già illustrato questa mattina, in Senato, le nostre proposte per correggere gli elementi di iniquità della manovra e per introdurre una maggiore serietà e selettività dei tagli alla spesa pubblica – ha precisato il relatore di minoranza Giovanni Legnini – Per quanto riguarda i costi della politica, proponiamo un anticipo delle misure al 2012 anziché dalla prossima legislatura, compresi i vitalizi dei parlamentari e le auto blu. Ciascuna delle proposte che facciamo è accompagnata da un bilancio finanziario positivo, nessuna di queste è scoperta".

"Il Governo non faccia alcun intervento sulle pensioni dei cittadini – ha osservato il vicesegretario del Pd, Enrico Letta – se prima non si interviene sul regime delle pensioni dei parlamentari. Il Governo farebbe bene ad inserire le nostre proposte nella manovra, anche se noi sottolineiamo il fatto che siamo all’Opposizione e che non c’è commistione di ruoli". "Non è una questione di negoziato o di condizioni, ma chiediamo un confronto responsabile con il Governo, nelle sedi istituzionali".

L’appello dell’Opposizione è quindi ad un’approvazione rapida della manovra, seguita magari dalle dimissioni di un Governo alla cui debolezza sono "legati i problemi del paese". Lo ha detto Anna Finocchiaro concludendo: "Le dimissioni di Berlusconi abbiamo il dovere di chiederle perché sta costando troppo all’Italia". E la fiducia? "Vedremo oggi pomeriggio con Tremonti. Poi c’é la riunione della Commissione Bilancio. C’é una possibilità di intesa su alcune proposte fermo restando che noi continueremo a votare no".

di Antonella Giordano

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