SOCIETA’. Manovra, le critiche dei Consumatori

Piovono critiche sulla manovra da parte delle associazioni dei consumatori. "Insistiamo nel definire la manovra del Governo del tutto iniqua e sbagliata", affermano Federconsumatori e Adusbef, denunciando una perdita del potere d’acquisto stimata in oltre 2100 euro l’anno a famiglia, cui si aggiunge anche il peso dell’aumento di prezzi e tariffe. La manovra, affermano i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, "non mette in campo effettivi strumenti per il recupero dell’evasione fiscale e non tocca dove dovrebbe. In compenso, però, fa pagare costi e sacrifici sempre ed unicamente ai soliti noti".

Per effetto della nuova tassazione introdotta ci sarà un aumento delle bollette di elettricità e gas, aggiunge Federconsumatori. "La manovra del Governo aumenta le tasse sulle attività di produzione e distribuzione dell’elettricità e del gas, prevedendo di farla pagare solo formalmente dalle imprese che, ovviamente, scaricheranno i costi sulle tariffe applicate ai consumatori – sostiene l’associazione – L’inganno è nel rimarcare il divieto per le imprese di trasferire il nuovo balzello sui prezzi e le tariffe al consumo". Il rispetto del divieto dovrebbe essere controllato dall’Autorità per l’Energia ma "senza che le vengano attribuiti i particolari poteri di indagine necessari, e quindi senza che possa emanare prescrizioni alle imprese e purtroppo senza poter comminare multe a quelle aziende che non rispettano il divieto".

Sarà inoltre una manovra depressiva, come rileva oggi Bankitalia, e l’Aduc denuncia il rinvio di riforme più strutturali. "Si sono rinviate alle calende greche – afferma l’associazione – le riforme strutturali che avrebbero consentito all’Italia di liberarsi da lacci e lacciuoli che scoraggiano qualsiasi investimento: le Province, le Comunità Montane, il Consigli di quartiere (circoscrizionali o municipali come a Roma che hanno ben 500 consiglieri), i Bacini Imbriferi, gli Ato, i Consorzi di varia natura, che costano al contribuente ben 7 miliardi di euro e che hanno il compito di rendere difficile la vita ai cittadini e a chiunque voglia fare impresa. Una occasione mancata, ma a pagare sono sempre gli stessi".

Cittadinanzattiva si sofferma sulla decisione di affidare il taglio dei costi della politica a provvedimenti di natura costituzionale, giudicata un tentativo di "affossare le riforme". Commenta Antonio Gaudioso, vicesegretario generale: "È davvero scandaloso che in questi ultimi giorni si torni a parlare di riforme costituzionali per dimezzare il numero dei parlamentari o per ridurre il numero delle province. Perché si continua a ventilare un percorso lungo e tortuoso come quello dell’iter costituzionale per realizzare finalmente il taglio dei costi della politica? L’unica risposta che abbiamo è che si vuole continuare a rimandare, e quindi affossare di fatto le riforme che i cittadini tanto auspicano". Per l’associazione si tratta di un tentativo di "rimandare e non affrontare la questione".

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