SOCIETA’. Manovra, ok del Senato. Il CdM approva abolizione Province e pareggio bilancio

La manovra, con il testo del maxiemendamento, ha ottenuto il via libera al Senato; il voto di fiducia si è concluso con 165 senatori favorevoli e 141 contrari, 3 astenuti. Il testo passa alla Camera per l’approvazione definitiva. Viene, quindi, introdotto l’aumento di un punto percentuale all’Iva (dal 20 al 21%) e dal 2014 aumenterà l’età pensionabile per le donne. Per i redditi superiori a 300.000 euro ci sarà il contributo del 3% e si stima che i contribuenti super ricchi siano circa 34.000.

Quello che più fa discutere, però, sono le modifiche ai tagli dei parlamentari e al carcere per gli evasori fiscali. Tagli più leggeri delle indennità parlamentari, per chi percepisce anche un reddito da attività lavorativa; la riduzione sarà del 20% per la parte eccedente i 90.000 euro e del 40% per la parte eccedente i 150.000 euro. Per quanto riguarda il carcere per chi evade il fisco di oltre 3 milioni di euro, è stata introdotta una limitazione: l’ammontare dell’imposta evasa dovrà essere superiore al 30% del volume d’affari.

Il quadro si completa con i due disegni di legge costituzionali che il Consiglio dei Ministri ha appena approvato. Il primo ddl introduce il vincolo del pareggio di bilancio, nella prima parte della Costituzione su Diritti e Doveri dei cittadini. "Il pareggio di bilancio – si legge in una nota del Ministero dell’economia – non sarà solo un criterio contabile ma un principio ad altissima intensità politica e civile. Il testo del Governo, allineato allo standard europeo, troverà in Parlamento altri importanti testi di riforma. Una discussione costruttiva e rapida in Parlamento è nell’interesse del Paese" dichiara il Ministro dell’economia Giulio Tremonti.

Il secondo ddl sopprime le Province, sostituendole con le nuove realtà sovraccomunali, definite Città metropolitane. Il ddl è composto da 8 articoli e dice espressamente che il suo obiettivo è quello del risparmio: "Dall’attuazione della presente legge costituzionale deve derivare in ogni Regione una riduzione dei costi complessivi degli organi politici ed amministrativi". Le disposizioni previste da questa legge costituzionale si applicheranno anche alle Province delle Regioni a statuto speciale, fatta eccezione per quelle autonome di Trento e Bolzano.

 

 

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