SOCIETA’. Manovra, si cambia: no aumento Iva né super-tassa, interventi su pensioni

Il dibattito politico in Italia è ancora monopolizzato dalla manovra fiscale che, per trovare la quadra, sta subendo modifiche una dopo l’altra. Nella giornata di ieri il Governo è riuscito a raggiungere un accordo che, almeno all’apparenza, sembra accontentare quasi tutti gli esponenti della maggioranza e, soprattutto, sembra non aumentare le tasse. Il decreto, a saldi invariati, inizia il suo iter parlamentare proprio oggi, in Commissione Bilancio al Senato e sono stati già presentati oltre 600 emendamenti dalle opposizioni.

Il lungo vertice che si è tenuto ieri ad Arcore tra Berlusconi, Bossi e Tremonti, ha portato alle seguenti conclusioni: non ci sarà nessun aumento dell’Iva e nessun contributo di solidarietà. Quest’ultimo viene sostituito con nuove misure fiscali che puntano ad eliminare l’abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive ed a ridurre le misure di vantaggio fiscale alle società cooperative. Il contributo di solidarietà resta, ma soltanto a carico dei membri del Parlamento.

Due interventi di natura costituzionale prevedono il dimezzamento del numero dei parlamentari e la soppressione delle province quali enti statali, con conferimento alle regioni delle relative competenze ordina mentali.

I tagli agli enti locali vengono ridotti e vengono attribuiti agli enti territoriali maggiori poteri e responsabilità nella lotta all’evasione fiscale: il ricavato di quest’azione di contrasto resterà agli enti stessi. L’articolo della manovra relativo ai piccoli comuni è sostituito con un nuovo testo che prevede l’obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall’anno 2013 e il mantenimento dei consigli comunali con un numero ridotto di membri, che non avranno né indennità né gettone.

Una correzione sul calcolo delle pensioni: viene mantenuto l’attuale regime previdenziale già previsto per chi ha maturato 40 anni di contributi con esclusione dei periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare che rimangono comunque utili ai fini del calcolo della pensione.

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