SOCIETA’. Manovra, spunta una sanatoria per la parafarmacie. Contrari il MNLF, Anpi e Consumatori

Nessuna sanatoria per le parafarmacie. A mettere nero su bianco il proprio dissenso è il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti che si dice contrario all’ipotesi di un emendamento dei parlamentari del PDL alla manovra che trasformerebbe oltre tremila parafarmacie in vere e proprie farmacie. Ciò consentirebbe di recuperare un miliardo nella manovra finanziaria.

Il MNLF ritiene ingiusta e pericolosa la strada della sanatoria: "L’emendamento Picone non serve alla manovra economica perchè si tratta di un "incasso" una tantum, quindi non strutturale. Inoltre, il provvedimento appare avere notevoli profili d’incostituzionalità e discriminatorio per la restante parte dei farmacisti italiani da anni esclusi dal libero esercizio della professione. Non è questa la strada per aprire una delle professioni più chiuse in Italia.La strada maestra è quella di approvare l’emendamento che consente la liberalizzazione dei farmaci di fascia C (quelli non a carico del S.S.N. con obbligo di ricetta). Tale norma entrerebbe pienamente nel capitolo della crescita strutturale perchè consentirebbe risparmi per i cittadini, nuovi investimenti, nuovi occupati e la nascita di nuove aziende".

"Le parafarmacie non rivendicano la sanatoria per farle divenire farmacie convenzionate con il SSN. La nostra sola rivendicazione è, e rimane, la liberalizzazione dei farmaci di fascia C, che avrebbe il merito di far aprire nuove 3.500 parafarmacie e con esse 8.000 nuovi posti di lavoro, 600 milioni di euro di investimento e risparmi per i cittadini per oltre 250 milioni di euro l’anno. Questa, insieme ad altre sul versante delle liberalizzazioni, sono le proposte che possono permettere a questo Paese di far riprendere fiato alla nostro asfittica economia" è, invece, il commento di Massimo Brunetti, Segretario Nazionale Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane – ANPI.

Dello stesso parere anche Federconsumatori che si dice contrario a "sanatorie e a norme anticoncorrenziali che vogliono svuotare di significato le liberalizzazioni avviate con successo nel campo della vendita dei farmaci. L’emendamento proposto in discussione al Senato è un inaccettabile passo indietro in questo senso". La Federconsumatori si dice apertamente contraria alla monetizzazione delle parafarmacie, in quanto rappresenterebbe una vera e propria sconfitta per la concorrenza nel mercato farmaceutico e, quindi, un danno ai cittadini.Siamo invece convinti della necessità di proseguire sulla strada delle liberalizzazioni, con l’estensione della vendite dei farmaci di fascia C anche nelle parafarmacie, consentendo così ulteriori risparmi per milioni di famiglie, particolarmente importanti soprattutto questa fase, che vede ridursi di giorno in giorno il loro potere di acquisto.

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