SOCIETA’. Manovra, voto finale venerdì alla Camera. Presentato emendamento sulle liberalizzazioni

Il voto finale sulla manovra economica si terrà nell’aula della Camera venerdì 15 luglio alle ore 19: lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. L’iter della manovra alla Camera partirà domani pomeriggio in commissione. Intanto ieri sera, al Senato, l’opposizione di Governo ha presentato l’emendamento sulle liberalizzazioni, come anticipato ieri in conferenza stampa.

L’emendamento, definito subito lenzuolata, propone interventi per aumentare la concorrenza in una serie di settori: dalle banche alle assicurazioni, dai carburanti ai farmaci, dagli ordini professionali ai servizi commerciali.

Federconsumatori e Adusbef accolgono positivamente l’emendamento. "Il contenuto di tale emendamento riprende tutte le battaglie che le nostre Associazioni, da anni, conducono per una piena libertà del mercato, una sana concorrenza e per pari opportunità di tutti gli operatori del mercato". Federconsumatori e Adusbef invitano pertanto tutti i Parlamentari ad approvare l’emendamento, perché darebbe un impulso forte alla ripresa dei consumi e alla completa trasparenza del rapporto tra produttori e consumatori.

Sostegno all’emendamento arriva anche dall’Adoc. "Le lenzuolate oggi sono più necessarie che mai, un abbassamento deciso dei prezzi si è reso sempre più necessario – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – la concorrenza è la prima condizione affinché avvenga un ribasso dei prezzi. Per questo auspichiamo una piena convergenza in Parlamento delle forze più sensibili sul tema. E il primo settore da rendere concorrenziale, nel modo più assoluto, è quello dei carburanti. I continui rincari del settore hanno messo in ginocchio gli italiani, che spendono l’8% in più della media europea, quasi 7 euro a pieno. In questo senso è vergognosa la misura messa nella Manovra che favorisce le compagnie petrolifere e ignora completamente le richieste dei cittadini. I risultati raggiunti nella Commissione Romani, di fatto esautorata dopo infinite riunioni, ora appaiono completamente inutili".

"Serviva che l’Italia arrivasse sull’orlo del baratro e l’attacco dei mercati internazionali per convincere il Governo alla resa sulle liberalizzazioni" E’ quanto sostiene Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori, ricordando i dati pubblicati dall’Ocse di qualche mese fa secondo cui una politica di liberalizzazioni e semplificazioni avrebbe potuto spingere la crescita a una forbice tra il 2,3% e il 2,7% nel 2011, e tra il 2,6% e il 3% nel 2012. Tirando le somme, dall’1 all’1,5% in più all’anno. In particolare agendo su trasporti, logistica e servizi postali. E, più in generale, anche negli altri settori dove l’indice di liberalizzazione è più avanzato c’era l’obbligo di andare avanti. "E’ assurdo che fino ad oggi non ci si sia mossi verso un’apertura alla concorrenza. Si è aspettato di arrivare al limite e solo ora si è giunti finalmente ad un segnale positivo". "Auspichiamo – conclude Miozzi – che questa apertura adesso sia più ampia possibile a beneficio dei consumatori".

 

 

 

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