SOCIETA’. Milano, Expo ecosostenibile contro speculazione su beni alimentari

Si è conclusa venerdì a Milano la grande kermesse su due giorni degli Stati generali per l’Expo 2015, che ha finalmente affrontato il vero tema della futura Esposizione: "Nutrire il Pianeta, Energie per la vita". Per Letizia Moratti, sindaco di Milano, la città che sarà il teatro dell’Expo 2015, il cui obiettivo sono proprio le possibili soluzioni dei problemi legati all’alimentazione nel mondo, sarà una città "pronta ad incarnare un nuovo umanesimo per affrontare le sfide del futuro e valorizzare la propria terra, le proprie acque, le proprie cascine per mettersi a disposizione del sistema Italia e per aiutare i Paesi in via di sviluppo".

L’appello è stato prontamente raccolto da Carlo Petrini, fondatore di slow Food, secondo il quale il vero monumento dell’Esposizione universale non dovrà essere un’opera di ingegneria, ma un fiume Lambro nuovamente pulito. "Non possiamo avere l’ambizione di nutrire il pianeta – ha attaccato Petrini – se non sappiamo nutrire Milano con l’agricoltura di prossimità. Per questo l’Expo dovrà lanciare una moratoria: fino al 2015 non un ettaro di agricoltura deve essere cementificato".

Il padre di Slow Food ha insistito sulla necessità di fare dell’Expo un appuntamento mondiale per una riflessione sull’alimentazione, la lotta alla fame e i valori della sostenibilità ambientale. "L’Expo accetti l’umanità che arriva da ogni parte del mondo – è stato il monito di Petrini – e per far questo Milano dovrà essere disponibile alla fraternità, combattere la violenza degli sprechi alimentari e predisporre un sito espositivo capace di ospitare tutte le diversità agricole del mondo".

Il Comune di Milano ha avviato con Petrini e il Politecnico, un progetto per valorizzare l’agricoltura nel Parco Sud di Milano. "Il Parco Sud – ha aggiunto Moratti – ha potenzialità agricole non ancora pienamente espresse e con Petrini abbiamo avviato un lavoro proprio per valorizzare l’agricoltura".

Un ulteriore proposta di peso l’ha avanzata Davide Corridore (PD), vicepresidente del Consiglio comunale. "Milano ha vinto l’Expo perché i Paesi poveri hanno creduto nella candidatura dell’Italia, ai suoi 485 progetti e alle promesse fatte, che rappresentano un autentico imperativo. L’opposizione ha creduto in questa cultura: ora chiediamo di rispettare in ogni parola di quello spirito che aveva superato la mera competizione politica. Per questo proponiamo che parta da Milano la richiesta per interventi che impediscano ogni speculazione finanziaria sui temi alimentari. Nel Consiglio comunale di lunedì prossimo chiederemo che Milano si faccia promotrice della proposta di vietare fino al 2015 i future sui prodotti alimentari: siamo convinti che anche i democratici americani condivideranno questa linea, perché riteniamo che ogni promessa fatta ai poveri sia particolarmente sacra".

Infine, un pool di associazioni dei consumatori, composta da Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Diritti del Cittadino-MDC e Unione Nazionale dei Consumatori ha presentato un progetto relativo all’alimentazione e alle buone pratiche, con l’obiettivo di creare un circolo virtuoso tra domanda e offerta di beni alimentari.

"La sfida dell’Expo rappresenta per le associazioni di consumatori una straordinaria possibilità di affrontare i problemi dello sviluppo sostenibile", ha dichiarato a Help Consumatori Lucia Moreschi, responsabile di MDC Lombardia, l’associazione orientata ad analizzare le criticità legate all’alimentazione che si concretizzeranno in attività di formazione per i cittadini lombardi di ogni età, per favorire una riflessione sugli stili di consumo, il contenimento dei costi e la valorizzazione delle tradizioni locali.

di Flora Cappelluti

 

 

 

 

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