SOCIETA’. Milano, comitato phone center contro legge regionale

Si è tenuta a Milano – presso il Circolo della Stampa – la conferenza stampa convocata dal Comitato promotore contro la legge regionale n°6 che norma l’attività dei phone center, i negozi di telefonia pubblica multiservizi per lo più gestiti da stranieri. Alla conferenza stampa – oltre ai rappresentati del Comitato promotore contro la nuova legge regionale e al loro avvocato Leonardo Bardi – erano presenti anche Davide Corridore, vice presidente del Consiglio comunale, Fortunato Zinni, assessore del Comune di Bresso e Alessandro Litta Modignani della direzione di Radicali italiani.

Nel corso della conferenza stampa, Otto Bitjoka, membro del Comitato promotore, ha comunicato che è già stata inviata una lettera aperta ai consoli e agli ambasciatori delle comunità straniere toccate dalla legge, e ai questori e prefetti della Lombardia, per esternare la propria preoccupazione sulla situazione di tensione sociale che questa legge sta determinando.

Con una lettera al sindaco di Milano e al Consiglio Comunale il Comitato chiede la sospensione dell’applicazione in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale.

"La prossima entrata in vigore della nuova legge regionale è di una gravità assoluta ed equivale a un provvedimento indiretto di espulsione, con implicazioni che non sono degne di un Paese democratico, oltre a essere in assoluta contraddizione con la Consulta degli immigrati prevista dal programma del sindaco Moratti", ha dichiarato Davide Corridore a Help Consumatori, anticipando che nell’ordine del giorno del Consiglio comunale verrà richiesto al Sindaco di Milano di attuare le stesse decisioni del Sindaco di Bresso, che ha rifiutato di applicare la nuova legge regionale, peraltro riconosciuta "discriminatoria e irragionevole" dal TAR di Brescia, che in data 8 marzo 2007 ne ha sottolinato "la dubbia costituzionalita", rinviandola all’esame della Corte Costituzionale.

Sabato prossimo, alle ore 14,30 si terrà una manifestazione di protesta contro l’entrata in vigore della legge regionale n° 6, con partenza da piazza Duca d’Aosta (davanti al Pirellone), fino a Palazzo Marino, sede del Consiglio comunale per la quale verranno mobilitati gli immigrati e le loro famiglie.

Inoltre, il Comitato promotore contro la legge regionale n° 6 disconosce l’associazione dei phone center aderente all’Unione del Commercio di Milano che a metà pomeriggio ha diramato un comunicato con il quale rende noto di "aver sospeso le iniziative di protesta ed esprime fiducia nel dialogo avviato con la Regione Lombardia".

I nuovi standard dettati dalla legge regionale fortemente voluta dalla Lega Nord in vigore dal 22 marzo prossimo, prevedono – oltre alla cessazione delle attività complementari esercitate nei phone center (fax, internet point, trasferimento valutario) – un percorso ad ostacoli tutto speciale, diverso dalle norme che regolano gli altri servizi pubblici. In particolare, per i locali fino ai 60 mq, l’obbligo di creazione di sala d’attesa e di due bagni (tre per le metrature superiori), senza possibilità di servizi esterni o in cortile, come previsto per bar e parrucchieri. Inoltre, per i gestori di phone center la nuova legge regionale non prevede l’erogazione di contributi normalmente concessi dalla Camera di Commercio per favorire gli esercenti in caso di adeguamento.

L’assessore Fortunato Zinni, dopo aver sottolineato il possibile risvolto clamoroso sul piano pubblico del provvedimento regionale, ha anticipato che il Comune di Bresso ha avvertito la Regione che "viste le difficoltà nell’applicazione della legge se ne chiede la revisione o la moratoria".

Infine Alessandro Litta Modignani, ha annunciato che i Radicali italiani e l’associazione radicale "Enzo Tortora" aderiscono ufficialmente alla manifestazione indetta per sabato prossimo. "La legge regionale è profondamente ingiusta. Si tratta di un provvedimento sbagliato e vessatorio nei confronti di imprese gestite da extracomunitari e contro la libertà di mercato", ha concluso l’esponente della direzione dei Radicali italiani.

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