SOCIETA’. Milano, in forte aumento i “poveri per la prima volta”

La crisi economica ha fatto emergere una nuova emergenza legata a doppio filo alla crisi economica: sono i cosiddetti "poveri per la prima volta", quelle famiglie del ceto medio-basso che a causa della forte contrazione del reddito non sono più in grado di affrontare le spese quotidiane e non riescono più a onorare i debiti contratti precedentemente.

E’ questa la fotografia scattata dall’ottavo Rapporto della Diocesi di Milano presentato oggi, dal quale emerge che la povertà è sempre più trasversale per effetto della crisi economica. Operai generici in cassa integrazione, donne straniere che non riescono più a trovare un posto come badanti e colf nelle famiglie italiane, piccoli artigiani e lavoratori dipendenti strozzati dai debiti: sono queste le categorie più colpite, secondo la ricerca, basata non solo sull’analisi delle famiglie che nel 2008 hanno chiesto aiuto ai 59 centri di ascolto e servizi Caritas, ma anche sulle richieste arrivate al "Fondo famiglia lavoro", istituito dal cardinale Tettamanzi e alla Fondazione San Bernardino istituita dai vescovi lombardi nel 2004 per prevenire i fenomeni di usura.

Se gli utenti dei centri di ascolto hanno denunciato un peggioramento delle proprie condizioni economiche, la vera sorpresa sono proprio quelle famiglie già vulnerabili anche prima dell’ottobre 2008, ma che la crisi ha fatto precipitare in condizioni di forte disagio.

Risultato: al Fondo destinato ad aiutare le famiglie milanesi in difficoltà, voluto dall’Arcivescovo di Milano, nel periodo aprile-settembre 2009 sono arrivate oltre 3mila richieste di integrazione al reddito.

"Fino ad ora abbiamo distribuito quasi 4 milioni di euro – ha spiegato Luciano Gualzetti, vicedirettore di Caritas Ambrosiana e segretario del Fondo – e dobbiamo ancora prendere in esame almeno un migliaio di domande già pervenute. Vista la situazione, la preoccupazione è che i soldi non siano sufficienti a coprire tutte le richieste di aiuto, anche perché le previsioni per il prossimo anno non sono certo rosee".

Secondo i dati della Fondazione San Bernardino inoltre, nella sola Diocesi milanese almeno 300 persone sarebbero colpite da un indebitamento che arriva a toccare punte superiori ai 40mila euro – contratto generalmente di uomini italiani, sposati, con reddito medio intorno agli 1800 euro, abituati a un tenore di vita superiore alle proprie possibilità economiche, ma che con la crisi hanno visto saltare i loro precedenti equilibri finanziari.

"Chi aveva già un precario equilibrio finanziario, in particolare gli stranieri, ha visto peggiorare la propria condizione – ha concluso Roberto Davanzo, direttore della Caritas Ambrosiana -. Così, le famiglie con modeste risorse economiche non riescono più a sostenere i costi della vita quotidiana. Persino chi prima si sentiva garantito, deve fare i conti ora con crescenti difficoltà economiche".

di Flora Cappelluti

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