SOCIETA’. Milano, un neonato su tre ha un genitore straniero. Il sorpasso fra quattro anni

Boom delle mamme extracomunitarie a Milano: negli ultimi cinque anni sono cresciute del 59,1%, tanto che – in base alla stima sul trend degli ultimi otto anni – il sorpasso tra nati da genitori "misti" e quelli nostrani potrebbe verificarsi fra quattro anni. E’ quanto emerge dal rapporto "Milano tra coesione sociale e sviluppo", presentato dalla Camera di Commercio di via Meravigli, in cui sembrerebbe affermarsi la tendenza che vivere nel capoluogo lombardo sarebbe positivo per la fecondità delle coppie immigrate, o miste.

"In media, gli immigrati a Milano hanno un tasso di fecondità superiore al dato italiano: dei 12.500 bambini nati in un anno circa un terzo arriva da coppie miste. I figli di coppie miste, in dieci anni (1994-2004) crescono di oltre il 331% passando da 854 a 3.684, contro un aumento dei nati da genitori entrambi italiani dello 0,7% (da 8.747 a 8.804)", osserva l’ufficio studi della Camera di Commercio di Milano.

Superano spesso il dato del tasso di fecondità rilevato nel Paese di origine soprattutto le comunità che si sono insediate più stabilmente, come le cinesi (2,6 figli per donna contro 1,8), con un picco per la comunità egiziana che vede addirittura uno differenza di +2,1 figli rispetto alla Patria d’origine, anche grazie alle garanzie offerte dall’assistenza sanitaria in Italia.

Il saldo è negativo invece per le donne filippine e peruviane. E sono circa 143.000 le immigrate a Milano e provincia, quasi la metà del totale delle comunità straniere. Più figli da coppie miste quindi, anche perché quella immigrata è inoltre una popolazione più giovane di quella autoctona: nel 2005, l’età media degli stranieri residenti a Milano è di circa 34 anni, mentre nello stesso anno quella degli italiani è di 40,8 anni per i maschi e di 46 per le femmine.

Per garantirsi un inserimento sociale soddisfacente grazie al lavoro, le milanesi ritarderebbero, o addirittura rinuncerebbero ad avere figli. Si conferma comunque che nella scelta di ritardare la maternità continuano a pesare i motivi economici o la scarsa fiducia di aver trovato il partner giusto.

Una donna su tre a Milano non vuole un (altro) figlio (36,4%), percentuale che passa al 31,3% per le trentenni e al 6,4% per le ventenni. Soprattutto le generazioni più giovani considerano un motivo importante per non fare un figlio (il primo o un altro) le difficoltà che ciò creerebbe al loro lavoro (ventenni 67%, trentenni 56%).

Mentre – conclude il rapporto – le quarantenni dubitano soprattutto dell’opportunità di fare un figlio in età avanzata (76%), le trentenni vivono invece la maternità più come fonte di problemi e preoccupazioni (75%) e le ventenni legano la mancata maternità a dubbi sul rapporto di coppia (80%) e ai costi derivanti dal mantenimento della prole (69%).

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