SOCIETA’. Milleproroghe, Consulta Volontariato Protezione Civile scrive lettera al premier

Approda alla Camera il Milleproroghe e porta con sé le polemiche relative ai cambiamenti nella Protezione Civile, i cui vertici hanno denunciato nei giorni scorsi come l’autonomia operativa sia messa in pericolo dall’obbligo del "concerto" del Ministero dell’Economia sulle ordinanze di emergenza. La polemica verte sul fatto che, secondo il Milleproproghe, una parte dell’attività e della spesa della Protezione civile originati da emergenza dovrà essere subordinata al "concerto" con il ministero dell’Economia. Che a sua volte, alle critiche sollevate dalla Protezione Civile, ha risposto con una nota nella quale sostiene: "Nessuna novità rispetto allo sperimentato ed efficace schema di intervento d’urgenza applicato, da ultimo, a L’Aquila. La novità viene dopo: le ordinanze successive all’emergenza dovranno, senza più eccezioni, essere riportate allo schema ordinario dei controlli amministrativi e giurisdizionali previsti a miglior tutela del denaro del contribuente".

Nel frattempo, la Consulta Nazionale del Volontariato di Protezione Civile ha inviato al presidente del Consiglio una lettera aperta sulle preoccupazioni legate alla modifica della legge istitutiva del Servizio Nazionale della Protezione Civile (n°225 del 1992) nel Decreto Milleproroghe. La Consulta Nazionale del Volontariato di Protezione Civile è istituita presso il Dipartimento della Protezione Civile per le esigenze di promozione, formazione e sviluppo del volontariato nonché per la necessità di coordinamento con le altre componenti della Protezione civile.

Nella lettera la Consulta ricorda la professionalità dimostrata in occasione del sisma de l’Aquila del 2009, parlando di "un’azione incisiva realizzata da tutte le componenti di quel sistema nazionale di protezione civile unico al mondo di cui l’Italia può vantarsi, di cui il volontariato è parte integrante e integrata". Ed esprime "grande sgomento e preoccupazione per la proposta di modifica alla legge 225 del 1992, tramite emendamento approvato al Senato della Repubblica, nel Decreto Milleproroghe".

Spiega la Consulta: "Sgomento nel vedere lo stravolgimento di quella legge istitutiva fondamentale del sistema di protezione civile attraverso la strada umiliante e silenziosa degli emendamenti ad un decreto onnicomprensivo. Non quindi una seria e partecipata discussione sul se e come migliorare il sistema di protezione civile, ma un tecnicismo, certo formalmente corretto, ma sicuramente connesso ad un esercizio della politica che non crediamo rappresenti al meglio l’Italia. Preoccupati perché l’emendamento presentato toglie di fatto la possibilità di utilizzare tempestivamente quello strumento ineludibile e strutturale per la gestione efficace dell’emergenza di protezione civile, ovvero il potere di ordinanza, e di conseguenza, inficia le capacità operative di tutte le componenti del sistema, prima fra tutte il volontariato. Preoccupati – conclude la Consulta – perché questo rischia di fatto di distruggere un sistema di protezione civile di altissimo livello, rendendo vani gli sforzi, le passioni e le energie di tutti coloro che hanno contribuito a costruirlo, tra cui anche le associazioni di volontariato di protezione civile e, soprattutto, rendendo meno sicuri gli italiani".

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