SOCIETA’. Ministero vieta alle scuole di usare gli animali per esercizi di scienze

Stop all’uso di animali per le esercitazioni di scienze nelle scuole elementari, medie e superiori. E’ la decisione che ha preso oggi il Ministero dell’Istruzione, su proposta della LAV, Lega Anti Vivisezione che riceve periodicamente segnalazioni da parte di insegnanti, genitori e studenti di scuole primarie e secondarie, relative all’impiego di animali o parti di essi per esercitazioni didattiche. Lo riferisce in una nota la LAV.

Tali segnalazioni si inseriscono nell’ambito del Protocollo d’Intesa tra la LAV e il Ministero dell’Istruzione, in vigore dal 1999 e con l’obiettivo di sensibilizzare studenti e docenti ad un corretto rapporto con gli animali non umani.

Il Ministero dunque ha inviato a tutti i direttori e i dirigenti degli uffici scolastici regionali e provinciali una nota che invita all’uso di supporti didattici eticamente sostenibili, che rispettino la natura e il mondo animale "al fine di prevenire episodi penalmente rilevanti che avrebbero ricadute negative anche in termini pedagogici".

L’associazione si è detta "soddisfatta" di questo provvedimento poiché da sempre opera per prevenire questo tipo di esercitazioni "sulla base della loro valenza diseducativa anche denunciando alle autorità competenti gli episodi penalmente rilevanti, come a Castano Primo (Varese), la cui inchiesta a seguito della denuncia della LAV per l’uccisione di un coniglio nella scuola primaria, nell’ambito di un progetto didattico-ambientale, è tuttora in corso". Numerosi sono stati i casi come questo in tutto il territorio italiano e a volte l’intervento preventivo della Lega ne ha evitato l’esecuzione.

Spesso le scuole prevedono la cattura di animali in natura, oppure l’acquisto di animali morti o parti di essi "Questo tipo di esercitazioni ostacolano lo sviluppo dell’empatia, che è un fondamentale momento di formazione e di crescita. – conclude Ilaria Marucelli, del settore Educazione della LAV – Acquistare un animale morto per sezionarlo a scopo didattico, o mostrare in classe animali prelevati dalla natura, infatti, è l’atto meno empatico che si possa immaginare in un contesto scolastico, che sicuramente non promuove lo sviluppo di un rapporto positivo del bambino con gli altri esseri viventi, umani e non-umani, e con la natura in genere".

Il Settore Educazione della LAV collabora da anni con gli insegnanti interessati a inserire nei propri programmi il rispetto verso gli animali, offrendo loro strumenti per facilitare questo compito e proponendo interventi diretti nelle classi.

Una direttiva europea recepita con il Decreto Legislativo 116/92 sancisce il principio secondo cui l’impiego di animali va evitato quando esistono metodi alternativi; di cui , in ambito didattico, se ne ha una ampia varietà. L’animale è oggi un bene penalmente e giuridicamente rilevante da tutelare.

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