SOCIETA’. Nasce “Make a Change”, l’impresa sociale economicamente sostenibile

Per coniugare profit e no profit e introdurre un nuovo modello di imprenditorialità, è stato presentato oggi a Milano ‘Make a Change’, il primo movimento per lo sviluppo delle imprese a finalità sociale in Italia, nato dall’iniziativa di tre organizzazioni professionali (MBSConsulting, Oltre Venture e Key2People) e di 12 professionisti provenienti dal mondo del profit e del no profit.

‘Make a Change’, è stata fondata infatti da manager e imprenditori che operano in vari settori, con l’obiettivo di mettere a disposizione la loro esperienza per operare un cambiamento reale della società, grazie all’introduzione di un nuovo modello di impresa in grado di produrre beni o servizi nel libero mercato, ma che non ha come scopo unico scopo la massimizzazione del profitto per pochi, bensì il benessere sociale possibilmente per tutti, o quantomeno per molti.

Coniugare competenza e passione è peraltro uno dei principi che guida da anni l’attività di Luciano Balbo, ad di Oltre Venture, e ora anche fondatore e consigliere di ‘Make a Change’.

‘Make a Change’ vuole essere una piattaforma di ‘attivismo for profit’ che si colloca all’interno del nostro sistema imprenditoriale e che lancia una sfida per unire il pragmatismo dei capitalisti e la sensibilità dei militanti – ha precisato Balbo, per sottolineare che le imprese a scopo sociale costituiscono di fatto l’anello mancante tra profitto e coesione sociale – .Al contrario delle società no profit, le imprese a finalità sociale generano utili che vengono in gran parte reinvestiti nell’attività stessa. Sono quindi economicamente e finanziariamente autonome e necessitano di fondi filantropici o di capitale paziente solo nella fase di avvio", ha aggiunto l’ad di Oltre Venture.

Il social business vuole essere infatti un’evoluzione delle iniziative no profit che in tutto il mondo hanno cercato di emanciparsi dalla charity e dalle donazioni, per creare realtà autosostenibili, in grado di creare valore integrato sul piano economico, sociale e ambientale.

"All’estero, queste iniziative si chiamano social venture, low profit company o social investing", ha spiegato Andrea Rapaccini, segretario Generale di ‘Make a Change’ – .Anche in Italia esiste una legge sull’impresa sociale, un passo importante per costruire un cambiamento sostenibile e di lunga durata all’interno del sistema. E’ ormai evidente a tutti che serve un profondo cambio di rotta e che non si può più passare da una crisi finanziaria a quella successiva".

Dopo aver individuato esempi di imprenditoria sociale all’estero, i fondatori di ‘Make a Change’, hanno istituito un Osservatorio, con il compito di identificare e studiare le realtà internazionali per stimolare lo sviluppo di questo modello d’impresa anche in Italia, dove in no profit sta entrando in crisi a causa della difficoltà di reperire risorse da destinare alla realizzazione di servizi per gli anziani, l’infanzia o l’immigrazione.

"Abbiamo individuato significative esperienze di impresa a finalità sociale, realizzate da imprenditori brillanti coraggiosi e illuminati", ha aggiunto Roberta Silva, manager aziendale, fondatrice e consigliere della nuova associazione per lo sviluppo delle imprese con finalità sociale, per presentare Ugo Brassanello, di Domos de Luna (problematiche per l’infanzia e l’adolescenza disagiata), Francesco Castria (Villa Arcadia, villaggi residenziali assistiti per anziani), Ilario Cucchi (Fraternità Sistemi, cooperative sociali per trovare lavoro a chi è in difficoltà), Matteo Guidi, (Last Minute Market, per il recupero e riutilizzo delle merci invendute a favore di enti che lavorano sul disagio socile), Andrea Limone, (Per-Micro, microcredito), o Sergio Urbani (Fondazione Housing Sociale).

Infine, per premiare i migliori social manager, ‘Make a Change’ lancia il concorso "Il lavoro più bello del mondo", rivolta a coloro che propongono una business idea finalizzato a un’impresa a scopo sociale (www.makeachange.it).

di Flora Cappelluti

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