SOCIETA’. Nel 2009 i salari cresceranno dello 0,1% nei paesi industriali. Dati Ilo

I redditi familiari, ormai in tutto il mondo, sono minacciati da un panorama fatto da una crescita economica rallentata con segno negativo e prezzi estremamente variabili. Un’ulteriore conferma della crisi arriva dal Rapporto mondiale sui salari, pubblicato oggi dall’Ilo (International Labour Organization – Organizzazione Internazionale del Lavoro), che prevede, per il 2009, una crescita massimale dei salari reali dello 0,1% nei paesi industrializzati e dell’1,7% a livello mondiale.

Tra il 2001 e il 2007 i salari reali sono aumentati in media dell’1,9% ogni anno, in almeno la metà dei paesi. Certo le differenze tra le varie parti del mondo sono consistenti, ma la tendenza è alla stagnazione.

Inoltre dal 1995 è aumentato sempre di più il divario tra salari alti e salari bassi. Tra i paesi industrializzati le ineguaglianza sono cresciute sempre più rapidamente in Germania, Polonia e Stati Uniti. Francia e Spagna sono tra quelli che sono riusciti a ridurre le disparità salariali. Restano elevate le differenze di reddito tra uomini e donne: nella maggior parte dei paesi le donne guadagnano tra il 70 e il 90% dei colleghi maschi e, in alcuni casi, ancora di meno.

Torna all’ordine del giorno la questione dei salari minimi, come mezzo per arginare le crescenti ineguaglianze almeno nella metà inferiore del mercato del lavoro. Tra il 2001 e il 2007 i salari minimi sono aumentati annualmente in media del 5,7%, in termini reali.

Purtroppo in molti paesi la contrattazione collettiva si è indebolita di molto, soprattutto a causa dell’aumentare di dipendenti di piccole imprese e del numero di contratti informali. La copertura della negoziazione collettiva è rimasta forte in Danimarca, Finlandia, Portogallo, Spagna e Svezia, dove viene garantita una migliore crescita economica e una riduzione delle ineguaglianze sociali.

E’ essenziale, secondo l’Ilo, una politica coerente che consista in:

  • evitare che i salari minimi sostituiscano la contrattazione collettiva;
  • conservare un sistema che fissi i salari minimi e che sia semplice da gestire;
  • garantire, a prescindere dai salari minimi, gli ammortizzatori sociali;
  • accompagnare i salari minimi con dei meccanismi di applicazione credibili che coinvolgano i partner sociali e gli ispettori del lavoro;
  • estendere la copertura della contrattazione collettiva ai gruppi vulnerabili, quali i lavoratori domestici che spesso ne sono esclusi.

Per consultare il rapporto cliccare qui

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