SOCIETA’. No al condono, Adiconsum lancia cinque proposte alternative

Patrimoniale mobiliare e immobiliare tranne che sulla prima casa, liberalizzazione delle professioni, riforma fiscale: sono alcune delle proposte che Adiconsum contrappone alla prospettiva del condono ventilata dal Governo, perché "in 38 anni di condoni lo Stato ha incassato (forse) 26 miliardi di euro, 15 euro a italiano. Gli unici ad averci guadagnato sono stati gli evasori".

È quanto afferma Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum, che prosegue: "Le voci che circolano sull’inserimento del condono fiscale nel decreto sviluppo non fanno altro che mettere in luce la non volontà e l’inadeguatezza dei mezzi per condurre un’efficace lotta all’evasione fiscale da parte del Governo. Come si fa ad intraprendere una seria ed efficace lotta all’evasione fiscale, se con l’altra mano si aiutano gli evasori che hanno portato la pressione fiscale sulle persone oneste ad oltre il 50%?".

No al condono, dunque, anche perché – denuncia l’associazione – da una parte "si arma la mano di Equitalia, e dall’altra si ipotizzano condoni che perpetuano la cultura dei soliti furbi". Il risultato è che si va con la mano pesante verso i piccoli contribuenti mentre non si perseguono i grandi evasori che nascondono interi patrimoni in società di comodo.

Cinque le proposte avanzate da Adiconsum che potrebbero portare subito introiti più consistenti del condono: patrimoniale mobiliare e immobiliare sulle società di comodo e sui trust creati per eludere il fisco, senza colpire le prime case; liberalizzazione delle professioni, "in particolare di quelle che creano delle vere e proprie caste a tutela dei grandi studi professionali e che condannano alla precarietà"; riforma fiscale con abbattimento della tassazione sulle buste paga e degli oneri a carico delle aziende; fiscalità di vantaggio per le aziende che investono al Sud e nelle Aree depresse del Paese; investimenti nelle infrastrutture.

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