SOCIETA’. Notai propongono Convenzione pre-matrimoniale e Patto di convivenza per innovare il Paese

I Notai lanciano quattro proposte di riforma per rinnovare il paese all’insegna della modernità e di scelte che si pongano al passo con l’Europa, e con i cambiamenti sociali intervenuti nel tempo, nel campo dei contratti, della famiglia e della successione. Propongono le convenzioni pre-matrimoniali, il Patto di convivenza, la riforma dei patti successori rinunciativi e dei diritti riservati ai legittimari, il tutto attraverso progetti tecnici per la loro introduzione nell’ordinamento giuridico italiano.

L’occasione è rappresentata dal Congresso Nazionale del Notariato in corso a Torino. "Il Notariato è disponibile a contribuire ad adeguare la struttura e l’ordinamento dello Stato ad una realtà in continua e rapida evoluzione – ha detto Giancarlo Laurini, Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato – elaborando proposte che possano sostenere scelte politiche al passo con l’Europa. Si tratta di un supporto giuridico ad una risposta equilibrata all’accentuato pluralismo etico che caratterizza la nostra epoca, ponendolo come punto di possibile incontro tra le diverse esigenze, che, può essere condiviso indipendentemente dal credo politico, etico e religioso".

Fra le proposte c’è l’introduzione nell’ordinamento italiano delle convenzioni pre-matrimoniali, che riguardano l’eventualità di separazioni o divorzi e vogliono prevenire negoziazioni difficili in caso di matrimonio in crisi. Viene poi proposto il "Patto di convivenza" (PAC) col quale – spiegano i notai – non si vuole istituzionalizzare un rapporto personale, infatti non si parla di unione civile, ma solo regolare diritti e obblighi di carattere patrimoniale.

Spiega il Notariato: "I PAC consentirebbero di dare una disciplina contrattuale per i cittadini che manifestino formalmente la volontà di "vivere insieme", secondo un concetto che non corrisponde necessariamente a quello di "unione", che prescinde dal tipo di legame affettivo dei contraenti e che tiene conto di quanto presentato in Parlamento nelle ultime legislature e delle norme speciali, che già in qualche modo riconoscono il legame di stabile convivenza extra-familiare".

 

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