SOCIETA’. Offerta di lavoro a domicilio, Antitrust condanna società denunciata dal Codacons

Non è certo l’unico caso di "allettante lavoro a domicilio" pubblicizzato su riviste o siti, ma forse, quello segnalato oggi dall’Antitrust, è uno dei pochi per cui si è risaliti ad un responsabile. E questo grazie alla denuncia del Codacons che ha segnalato il caso all’Autorità, dopo aver ricevuto numerose segnalazioni di consumatori incappati nel raggiro.

"In molti avevano risposto a quell’annuncio pubblicitario, comparso su diverse riviste, che offriva l’opportunità di un lavoro a domicilio part e full time, ossia la possibilità di svolgere un’attività remunerata – in questo caso specifico la realizzazione di braccialetti e semipreziosi – direttamente presso la propria abitazione. Un annuncio – scrive il Codacons in una nota – particolarmente allettante per i tanti disoccupati presenti in Italia, che nascondeva però una amara sorpresa. Una volta contattato il numero indicato nel testo dell’inserzione, infatti, si veniva a scoprire che per poter ottenere tale lavoro, era necessario versare una somma compresa tra i 65 e i 75 euro a titolo di inserimento nell’organico, istruzione pratica, diritti di segreteria e compartecipazione alle spese di imballaggio".

"In buona sostanza – spiega l’Associazione dei consumatori – l’annuncio di lavoro nascondeva un’offerta di fornitura di materiale a carattere oneroso, materiale per il quale gli utenti dovevano sborsare fino a 75 euro; il kit in questione conteneva perline colorate, una pinza, cinque sfere di filo di ferro e una lettera di accompagnamento con le istruzioni".

L’Antitrust ha accolto la tesi del Codacons, giudicando tale pratica scorretta ed ha inflitto nei confronti dell’impresa individuale ZALES di Zabini Alessandro (con sede a Lecce) una multa di 60.000 euro. Si legge nella sentenza dell’Autorità:

"La circostanza che le inserzioni omettano di indicare l’effettivo contenuto della proposta e, in via connessa, il suo carattere oneroso, avvicinando le persone con annunci che – sotto l’apparente veste di un’offerta di lavoro – propongono un rapporto di collaborazione, comporta inevitabilmente una induzione in errore nei soggetti raggiunti dai messaggi. […] L’inserzione di ricerca di personale per lo svolgimento di lavoro domiciliare… in realtà cela una vera e propria inserzione pubblicitaria per la vendita di materiale, in quanto coloro che rispondono alla presunta proposta di lavoro dovrebbero poi acquistare il kit da assemblare".

"Una curiosità: non riuscendo a reperire il titolare dell’impresa responsabile dell’annuncio – conclude il Codacons – l’Antitrust ha mandato degli ispettori presso la sede legale della società in Via Bellinzona 21 a Lecce, constatando in loco che il civico 21 era…inesistente!!

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