SOCIETA’. Oggi Giorno della Memoria. Napolitano: “Più vigilanza contro virus dell’antisemitismo”

Era il 27 gennaio 1945 quando l’Armata Rossa entrò nel campo di sterminio di Auschwitz rivelando al mondo l’orrore del genocidio nazista. E oggi, 27 gennaio, si celebra il Giorno della Memoria, istituito con la legge 211 del 20 luglio 2000 in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.

Numerose le celebrazioni attuate in tutta Italia. In una cerimonia al Quirinale, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha incontrato i rappresentanti delle comunità ebraiche italiane, i "Giusti d’Italia" insigniti lo scorso anno di Medaglia d’oro, e i deportati e internati nei lager nazisti, insieme alle autorità e a circa duecento studenti che hanno compiuto, con i loro insegnanti, un percorso scolastico di approfondimento sui temi della Shoah. Il presidente della Repubblica ha ricordato nel suo intervento i recenti eventi in Medio Oriente esprimendo la necessità di una maggiore vigilanza "contro il riprodursi del virus dell’antisemitismo".

Queste le parole del presidente della Repubblica: "Il "Giorno della Memoria" giunge ora dopo settimane drammatiche, vissute con angoscia dagli amici del popolo israeliano e del popolo palestinese. A tattiche terroristiche senza scrupoli, che hanno a lungo colpito il territorio di Israele e messo a rischio la popolazione di Gaza, è seguita, da parte di Israele, un’azione di guerra sulla cui portata e sulle cui conseguenze non è mancata la discussione, anche in Israele e fra gli amici di Israele. Ma proprio nei momenti in cui l’operato del governo di Israele può risultare controverso ed essere legittimamente discusso, deve restare chiara e netta la distinzione tra ogni possibile posizione critica verso la linea di condotta di chi di volta in volta governa Israele e la negazione, esplicita o subdola, delle ragioni storiche dello Stato di Israele, del suo diritto all’esistenza e alla sicurezza, del suo carattere democratico – conclude Napolitano – Proprio in questi momenti deve farsi più forte la vigilanza, ed esprimersi più nettamente la reazione, contro il riprodursi del virus dell’antisemitismo, contro l’insorgere di nuove speculazioni e aggressive campagne contro gli ebrei e contro lo Stato ebraico".

La Shoah e la ferita delle leggi antiebraiche italiane sono state ricordate nel messaggio inviato per la Giornata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Questa data e quel luogo sono il paradigma dello sterminio di un popolo che ha segnato per sempre la storia dell’umanità. Non lo dimenticheremo mai. Per questo nutriremo il ricordo della Shoah con celebrazioni e iniziative rivolte in modo particolare ai giovani, affinché sappiano a quale punto di aberrazione può arrivare l’odio dell’uomo contro l’uomo": sono le parole del messaggio di Silvio Berlusconi, che ha ricordato le pagine buie della storia italiana rappresentate dall’emanazione delle leggi antiebraiche. "Le leggi antiebraiche – prosegue Berlusconi – sono ancora avvertite come una ferita profonda, inferta non solo alla comunità ebraica, ma alla intera società italiana, che perse improvvisamente una parte importante della propria storia".

"Migliaia di nostri concittadini, colti dallo sgomento e dall’incredulità, furono immotivatamente emarginati e privati della propria identità, dichiarati "non Italiani"- continua il messaggio del presidente del Consiglio – Purtroppo sappiamo come le tragiche conseguenze di queste leggi incivili e disumane abbiano portato a quella che i nazisti, nel loro sciagurato progetto, chiamavano "soluzione finale del problema ebraico". Gli ebrei scampati allo sterminio, sconvolti fisicamente, moralmente ed economicamente, rimarginando le incommensurabili fratture createsi nella società italiana, non hanno poi esitato a dare il loro contributo per la costruzione comune della nuova Italia repubblicana, anche attraverso la partecipazione alla Resistenza ed alla nascita della Costituzione. La determinazione a sanare quella ferita aperta nel 1938 ha fortemente contribuito ad ispirare l’Assemblea costituente nella scrittura della nostra Carta fondamentale, con la quale sono state delineate le basi di una democrazia che non consente che siano mai più violati i diritti e la dignità di ogni cittadino. I principi costituzionali di uguaglianza e di libertà di pensiero e di religione mantengano viva, sempre, la coscienza di quale debba essere la nostra strada".

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