SOCIETA’. Oggi è la Giornata internazionale contro la violenza alle donne

Oggi si celebra la Giornata Internazionale contro la violenza alle donne. Nel 1999 l’Onu ha scelto la data del 25 novembre per ricordare il giorno il giorno in cui vennero uccise le tre sorelle Mirabal, assassinate nel 1960 nella Repubblica Dominicana per il loro impegno politico contro l’allora dittatore Trujillo. Da 10 anni dunque questa data è diventata il simbolo dell’atto d’accusa della società civile nei confronti del fenomeno, purtroppo ancora in crescita, della violenza sulle donne. In Italia, secondo i dati dell’Istat, sono quasi 7 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita.

"Occorre fare di più per dare esecuzione alle leggi esistenti e combattere l’impunità: bisogna combattere atteggiamenti e comportamenti che tendono a condonare, tollerare, giustificare o ignorare la violenza commessa contro le donne". Questo è l’appello di Ban Ki-Moon, segretario generale delle Nazioni Unite, in occasione della Giornata che vedrà iniziative in tutto il mondo.

"Una data importante e un’occasione per promuovere azioni contro la violenza alle donne e per creare una coscienza collettiva, affinché gli autori di tali violenze non rimangano impuniti e le vittime prive di qualsiasi possibilità di risarcimento" ha commentato così il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, ricordando i provvedimenti approvati dal Governo:

  1. Il disegno di legge che introduce il reato di stalking e che pone l’Italia al pari degli altri Stati Europei nei quali è già perseguibile. I molestatori, che commettono atti persecutori, sono condannati a scontare una pena fino a quattro anni e con l’ergastolo qualora lo stalker si trasformi in omicida.
  2. Misure di contrasto alla violenza sessuale, che assicurano maggiore protezione alle donne vittime di violenza, inasprendo la pena attraverso l’introduzione di una serie di aggravanti, come l’uso di sostanze che riducono la capacità di agire della vittima; la qualità di ascendente, genitore adottivo o tutore dell’autore del reato; il rapporto di "dipendenza" psicologica fra vittima e colpevole; lo stato di gravidanza della vittima.
  3. Il terzo provvedimento mira a contrastare il fenomeno della prostituzione e il suo sfruttamento da parte delle organizzazioni criminali. E’ proprio la prostituzione di strada che, oltre a creare il maggior allarme sociale, si presta a forme di sfruttamento da parte della criminalità organizzata.

Comments are closed.