SOCIETA’. Oggi la protesta del settore edilizio. Legambiente: manifestazione legittima

Le organizzazioni delle imprese edili protestano oggi insieme ai sindacati dei lavoratori per il rilancio del comparto. La mobilitazione è stata indetta con l’obiettivo di "riportare il settore delle costruzioni nell’agenda politica, come elemento imprescindibile per lo sviluppo e per la crescita del Paese. L’Ance, insieme agli Stati Generali, denuncia l’assenza di una politica economica e industriale per il settore, che svolge da sempre un ruolo di traino per l`economia e che, per questo, diventa decisivo per uscire dalla crisi e per rilanciare la crescita. Non si tratta di chiedere nuove risorse, né di ottenere vantaggi e privilegi per la categoria, ma di restituire al settore la priorità che gli compete attraverso una serie di interventi che ripristino il corretto funzionamento del mercato": è quanto informa l’Ance, Associazione nazionale costruttori edili, che oggi è scesa in piazza a Roma insieme ai sindacati dei lavoratori del settore.

Per Legambiente si tratta di una manifestazione legittima. Commenta infatti il presidente Vittorio Cogliati Dezza esprimendo sostegno ai manifestanti che chiedono il rilancio del comparto: "E’ una richiesta legittima quella che oggi il comparto edilizio fa al Governo. Tutto il settore merita più attenzione ma soprattutto provvedimenti davvero utili, che rispondano ai reali bisogni del Paese e non fantomatici piani casa, capaci solo d’incrementare il consumo di suolo, l’abusivismo e il lavoro nero senza portare soluzioni al fortissimo disagio abitativo vissuto da migliaia di famiglie, soprattutto nelle grandi città dove ci sono più di un milione di case vuote".

"I numeri del Piano Casa messo in atto dal Governo – afferma Cogliati Dezza – parlano da soli: nei 63 capoluoghi che ne hanno fatto richiesta, sono stati depositati solo 2258 progetti di ampliamento, in media 42 istanze per capoluogo che scendono a 20 se si escludono i grandi centri di Veneto e Sardegna. Il terreno su cui rilanciare l’edilizia italiana è il recupero del patrimonio edilizio e il miglioramento delle prestazioni energetiche del parco immobiliare esistente, smettendo di favorire l’aumento indiscriminato di brutti edifici, arretrati dal punto di vista tecnologico. Invece di cancellare o ridurre l’ecobonus del 55% per gli interventi di efficienza – conclude il presidente Legambiente – si dovrebbe metterlo a regime e dare così certezza agli imprenditori".

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