SOCIETA’. Opere di urbanizzazione, Roma: le periferie incontrano il comune

Roma, una città sempre più impraticabile dal punto di vista della viabilità e non solo. La situazione è precipitata anche a causa delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria affidate ai privati con lo strumento della realizzazione a scomputo di oneri. Questo il tema al centro dell’incontro, nei giorni scorsi, tra alcuni esponenti della Giunta di Roma e i Comitati di Quartiere, Consorzi ed altre rappresentanze delle periferie. Come precisa una nota del Comitato di Quartiere "Rocche Collatine – Roma Est" "le opere di urbanizzazione primaria sono quelle che riguardano la pubblica illuminazione, gli spazi di verde attrezzato, le strade, gli spazi di sosta o di parcheggio, le fognature e impianti di depurazione, la rete idrica, la rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas. Le opere di urbanizzazione secondaria sono quelle riguardanti asili nido, scuole materne, scuole dell’obbligo, mercati, edifici religiosi, impianti sportivi, aree verdi, impianti di smaltimento e riciclaggio rifiuti urbani.

"Tale strumento, di realizzazione a scomputo, è stato modificato dalla disciplina introdotta nel 2006, Dlgs n. 163/2006, Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture che attua delle direttive comunitarie, prevedendo l’obbligatorietà di una pubblica gara. Principio che è stato ribadito dalla Giurisprudenza Comunitaria e Costituzionale italiana", sottolinea il Comitato.
Per le opere di urbanizzazione primaria, è necessaria una gara pubblica quando le opere superano la soglia dei 5,2 miliardi (circa) . In alternativa, sempre per quelle sopra soglia, il titolare della licenza edilizia di costruire potrà proporsi come "promotore" sul modello del project financing. Per le opere sotto soglia, si potrà invece procedere ad affidare direttamente al costruttore c senza gara. Per le opere di urbanizzazione secondaria, è obbligatoria la gara, anche per le opere sotto soglia o, in alternativa, il titolare della licenza edilizia di costruire potrà proporsi come "promotore" sul modello del project financing.

Secondo il Comitato "l’incontro non è stato molto proficuo, in quanto, si è trasformato in un’occasione di mero rinfaccio da parte dei cittadini di tutti i problemi, di svariata natura, che affliggono le periferie romane. Nonostante questo, l’incontro di ieri ha avuto una nota positiva: l’interazione tra i diversi esponenti di Cdq, consorzi ed enti vari.

In particolare, il quartiere di Ponte di Nona è stato protagonista di una grave situazione della viabilità locale dopo l’apertura del centro commerciale Roma Est. Una grande struttura non sostenuta da adeguate infrastrutture stradali. Varie manifestazioni sono state organizzate dagli abitanti della zona anche dopo l’apertura del casello autostradale «Ponte di Nona» sull’autostrada Roma-L’Aquila, inaugurato il 13 aprile scorso. In particolare i comitati di quartiere chiedono una riduzione per i residenti del pedaggio autostradale, che attualmente è di 0.80 euro, e un potenziamento del trasporto pubblico locale.

Comments are closed.