SOCIETA’. Per non dimenticare…

Si celebra oggi il Giorno delle Memoria. Sessantacinque anni fa (il 27 gennaio 1945) i soldati dell’Armata Rossa liberarono il campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. "Tenere viva la memoria di quel terribile crimine che fu la Shoah è importante per costruire un mondo migliore, un mondo che respinga per sempre la discriminazione, le torture e ogni forma di schiavitù. Un mondo in cui, fin da piccoli, bambine e bambini imparino a vedere in ogni persona innanzitutto l’essere umano, portatore di una dignità innata e titolare dei diritti universali. Un mondo in cui sempre più persone abbiano la lucidità di riconoscere e il coraggio di contrastare, fin dai primi sintomi, le violazioni dei diritti e la negazione dell’umanità altrui", ha sostenuto Christine Weise, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International. L’Associazione in occasione del Giorno della Memoria, propone a docenti ed educatori due itinerari didattici e una bibliografia-filmografia essenziale, per discutere della Shoah con ragazzi e ragazze delle scuole secondarie.

"Fare memoria della Shoah è innanzitutto un dovere che abbiamo come italiani, in quanto corresponsabili di quella tragedia immane", ha detto, invece, il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero. "Troppe volte abbiamo preferito ridimensionare le nostre responsabilità", ha affermato il presidente delle Acli. "Ma chi ama questo Paese ha il dovere di ricordare tutte le pagine della sua storia, anche quelle tristi e ingloriose. Rispetto alla tragedia immane della Shoah, fatto salvo il coraggio di quanti si sono adoperati per salvare i nostri concittadini ebrei dalle deportazioni, abbiamo come popolo italiano delle colpe immense, per aver chiuso gli occhi soprattutto, quando non per aver collaborato direttamente o indirettamente, a partire dalla promulgazione delle leggi razziali del 1938".

"La mistificazione della storia passa attraverso la dimenticanza delle pagine più buie – aggiunge Olivero – La memoria di quanto accaduto allora può invece aprirci gli occhi di fronte alle discriminazioni di oggi, al pericolo di un razzismo sempre meno latente. Perché l’odio contro il diverso continua ad annidarsi nel cuore e nella testa dell’uomo. Il male che ha dato origine alla Shoah non è cancellato per sempre, ma rimane un incubo rispetto al quale occorre vigilare ogni momento tenendo deste le nostre coscienze di uomini e di cittadini".

Le iniziative di oggi. Oltre ai treni organizzati da sindacati e scuole alla volta di Auschwitz, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano presiederà alle celebrazioni ufficiali a Roma, il cui momento culminante sarà il discorso alla Camera del premio Nobel per la pace Elie Wiesel alla presenza del capo dello Stato e del presidente della Camera Gianfranco Fini.

Preghiere in sinagoga, mostre storiche e spettacoli teatrali, convegni e concerti in tutta Italia. Il momento più solenne si svolgerà al Quirinale quando, alla presenza del capo dello Stato Napolitano, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta consegnerà le medaglie d’onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti. Cerimonie e celebrazioni si svolgeranno in tutte le città d’Italia, a partire da Milano, Torino, Bologna, Genova, Firenze, Bari e Cosenza. Sempre al Quirinale, si tiene poi la premiazione delle classi vincitrici del concorso "I giovani ricordano la Shoah". Ancora a Roma, il comitato "Memoria, dialogo, pace" organizza un dies memoriae a cui parteciperanno mons. Rino Fisichella, il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, l’ambasciatore d’Israele Ghideon Meir e il ministro della Gioventù Giorgia Meloni. Il presidente del Senato celebrerà l’evento alle risiere di San Sabba. In serata, alle 20.30 alla sinagoga di Roma, i sopravvissuti ebrei ai lager incontrano insieme la comunità ebraica di Roma con il loro presidente Riccardo Pacifici e il rabbino Di Segni.

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