SOCIETA’. Piano casa, la Regione Lombardia approva le nuove regole

Semaforo verde del Consiglio regionale della Lombardia al Piano casa. Come da copione, l’approvazione è avvenuta a maggioranza, con il voto contrario della sola opposizione. Le nuove norme operative dal 16 ottobre prossimo, spiegano dal Consiglio regionale, "hanno l’obiettivo di rilanciare l’economia del settore edilizio e dare una risposta adeguata alle esigenze abitative delle famiglie attraverso la valorizzazione del patrimonio edilizio e urbanistico presente sul territorio lombardo".

Il provvedimento permetterà di ampliare fino al 20% le abitazioni mono-bi familiari e tutte le altre case comunque di volumetria non superiore ai 1.200 metri cubi. In entrambi i casi l’intervento sarà consentito in presenza di una diminuzione certificata (superiore al 10%) del consumo energetico.

Sarà anche possibile la demolizione e la ricostruzione di edifici residenziali e produttivi con bonus volumetrico fino al 30% a fronte di un consumo energetico inferiore di almeno il 30% rispetto ai minimi di legge.

Per quanto riguarda i parchi, invece, è prevista la riduzione di un terzo degli aumenti consentiti nel caso di ampliamento o di demolizione/ricostruzione, quindi del 13,3% anziché del 20% per l’ampliamento e del 20% anziché del 30% nel caso di demolizione e ricostruzione.

Con il piano di rilancio dell’edilizia in Lombardia saranno coinvolti dagli interventi di riqualificazione anche i quartieri di edilizia residenziale pubblica: Aler e Comuni, infatti, potranno realizzare nuovi fabbricati di edilizia residenziale pubblica, compresa quella convenzionata, in misura non superiore al 40% della volumetria complessiva del quartiere. La realizzazione dell’ampliamento è però subordinata al conseguimento dei requisiti minimi di risparmio energetico e ad interventi di recupero paesaggistico-ambientale.

"La maggioranza ha approvato il provvedimento con cui la Giunta si impegna a rilanciare il settore edilizio in Lombardia – ha commentato Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia – Con questa legge viene favorita l’edilizia di qualità sotto il profilo energetico e ambientale ed estetico", ha aggiunto Formigoni sottolineando le "notevoli ricadute positive" per l’economia e l’occupazione.

"Il nuovo testo – ha spiegato l’assessore Davide Boni – consente di intervenire solo sugli edifici esistenti, non di utilizzare nuove aree. La Lombardia è l’unica Regione a tutelare i centri storici e le zone inserite nei parchi regionali".

Di diverso avviso l’opposizione e gli ambientalisti in Consiglio regionale. Per Luciano Muhlbauer (Prc) la legge ”risponde ai forti interessi delle immobiliari che spadroneggiano a Milano e in Lombardia: un provvedimento che non contempla l’edilizia destinata alle fasce sfavorite della popolazione". FAI, WWF, Italia Nostra tornano a esprimere la loro preoccupazione sulle ripercussioni del Piano casa sul territorio lombardo. La "lettera aperta" inviata nei giorni scorsi dalle associazioni ambientaliste al Presidente Formigoni esprimeva già la forte preoccupazione che la Lombardia "non trovasse oggi il coraggio di essere diversa e più lungimirante su una questione cruciale come quella della gestione del territorio e la cancellazione di ogni principio elementare di programmazione urbanistica, con la conseguente negazione delle autonomie comunali, in grave contraddizione con l’orientamento autonomistico del governo della Regione.

Il Piano casa, infatti, viene imposto ai Comuni, ai quali rimane solo la possibilità di condizionare (mai di negare!) i singoli interventi o quella di escluderne (entro il 15 Settembre 2009) "limitate parti" del proprio territorio comunale, al punto da sollevare ragionevoli dubbi di legittimità costituzionale. Ciò che più allarma ambientalisti e opposizione è il destino dei centri urbani minori, se verrà permesso di devastare quel tessuto urbano specchio dell’identità lombarda.

di Flora Cappelluti

 

Comments are closed.