SOCIETA’. Piemonte: sportelli del consumatore in sciopero contro gli sprechi della Regione

Uno sciopero degli sportelli del consumatore di Associazione consumatori, Movimento Consumatori, Adoc, Associazione Consumatori Utenti e Adiconsum contro gli sprechi della Regione Piemonte. A questo ha portato la querelle tra Consumatori e Istituzioni iniziata ad aprile sotto la Mole per gli sprechi da 600mila euro dei fondi regionali destinati alla tutela del consumo. Per la prima volta domani alle 10, quindi, di fronte al Consiglio Regionale a Torino, le associazioni locali scenderanno in piazza per protestare contro tutte le iniziative inutili finanziate con il denaro che il Ministero dello Sviluppo Economico riceve dalle multe comminate dall’antitrust alle aziende e vincolato all’investimento a favore dei consumatori.

"Dopo la stampa di due milioni di opuscoli del consumatore (costati oltre 180mila euro, con scarso gradimento da parte della cittadinanza), dopo il sito internet Infocons (costato 57mila euro e chiuso in un anno con dieci utenti che hanno utilizzato il servizio) – scrivono gli scioperanti – adesso si prosegue con organizzazione di seminari dai costi elevati ma con bassissima adesione di partecipanti come i seminari di formazione a favore degli insegnanti delle scuole (costo 30mila euro e partecipazione di soli quattro insegnanti e quattro altre persone) o i seminari per aziende, associazioni di consumatori e funzionari pubblici costati 182mila euro e frequentati da dieci persone circa". A scatenare l’ira dei Consumatori è soprattutto il fatto che, per ogni sportello effettivamente operativo vengano stanziati solo 10mila euro all’anno mentre "nei prossimi mesi sono in programma decine di altri eventi di immagine (conferenze stampa, convegni e iniziative di comunicazione varie) che costeranno complessivamente altre centinaia di migliaia di euro".

"Vorremmo che venisse riconosciuto dalla Regione il serio lavoro che quotidianamente facciamo agli sportelli – spiega Silvia Cugini, presidente dell’Adoc Piemonte – e invece non solo i contributi continuano ad andare ad attività inutili ma non siamo stati per nulla coinvolti nell’organizzazione di iniziative come la Scuola del Consumo. Scendiamo in piazza a fronte di questa chiusura".

Con lo sciopero di domani, le associazioni, che hanno in programma anche una campagna informativa per i cittadini dal titolo "Così la Regione Piemonte spende i tuoi soldi di consumatore", sperano di influenzare l’attuale politica regionale nel settore e ottenere così maggiore ascolto e una gestione più razionale delle risorse finanziarie. L’unica voce fuori dal coro è quella di Federconsumatori che per mezzo del suo rappresentante regionale Giovanni Dei Giudici fa sapere: "Noi ci siamo dissociati dalla protesta, perché pensiamo ci sia un momento per la lotta e uno per il dialogo. All’ultimo incontro era stato pattuito che a fronte di una nuova normativa sulle associazioni e a nuovi contributi, le associazioni si sarebbero astenute dal fare questo genere di critiche. Noi pensiamo che quella parola vada mantenuta".

 

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